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è sempre la stessa storia! Vignetta disegnata da un giovanissimo Paolo alla fine degli anni '70 del secolo scorso, purtroppo è sempre attuale.

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Le 124 degli altri

 

Giulio Buzzi di Castellanza (VA) clickare sulla miniatura per ingrandire l'immagine

la 124 di Giulio Buzzi di Castellanza (VA)Mi presento: sono Giulio, di Castellanza ( Varese ).
Innanzitutto complimenti per il tuo sito dedicato alla Fiat 124 Berlina: ci sono arrivato visitando quello della Seat 124 e ho trovato, leggendo la storia del restauro e l' altro capitolo dedicato alla " passione ", una persona ancora più pazza e più innamorata di me della 124!
Perchè anch'io sono un fan di questo modello e ne possiedo una ( vedi foto allegate ) blu 456 immatricolata il 21 Maggio 1969. L'ho acquistata 20 anni fa, quando ancora stavo facendo le " guide " per la patente ( sono nato nel Dicembre 1967 ). E' stata la mia prima auto e le sono affezionatissimo, è ovvio che non me ne importa niente del valore economico, ma quello affettivo...

la 124 di Giulio Buzzi di Castellanza (VAMi sono ritrovato in diversi passaggi del tuo racconto: anche i miei possedevano una 124 quando ero piccolo, per l' esattezza una Familiare color Avorio Antico, anche lei del '69, targata VA*249298, acquistata usata nel 1972 e tenuta per circa 8 anni, e quanti ricordi... Io ho 2 fratelli ed 1 sorella, e tutti l' hanno guidata, io no perchè all'epoca della sua demolizione facevo la II° media...però quella vettura mi rimase nel cuore, ed anche io non mi appassionai più di tanto alla 128 che mio fratello prese ( usata ) per affiancare, e poi sostituire la 124 Familiare,
che dopo tre anni passati all' aperto ( il garage di casa ha un solo posto ) e vari problemi di ruggine dilagante e fasce pistoni usurate, venne demolita con mio grande dispiacere... Ma anche io come te ero " distratto dal mio piccolo mondo ", a 12 anni poi...

la 124 di Giulio Buzzi di Castellanza (VAPerò mi promisi che appena possibile avrei comperato una 124 per me...gli anni passano e intanto io mi " culturizzavo " sul modello, leggendo le prove dei vecchi Quattroruote, disegnandola sui diari di scuola, osservando i vari modelli che ancora erano abbastanza diffusi ( a proposito: ma in Italia sarà sopravvissuta qualche 124D Seat? ce n' erano così tante nei primi anni '80...mah! ).
Finisco le scuole superiori e vado a lavorare ( nella ditta in cui ancora oggi lavoro, sono responsabile di un reparto di dentatura ingranaggi conici e ho anche una mansione di traduttore per i rapporti con l' estero, in ufficio ).
Dopo circa un anno, era fine 1986, mio fratello Pino mi dice che un suo collega doveva sbarazzarsi della 124 del suocero, purtroppo malato di un male incurabile, e mi chiede se sono interessato...subito mi si drizzano le antenne, ma di che anno è? che colore? quanto vuole? ecc...e lui : " mah, blu...del 1975 mi pare..." e io, ottimo, l' ultima serie, la più accessoriata...Allora chiedo ai miei, che mi danno via libera, almeno per andare a vederla, dopotutto era già più di un anno che lavoravo, e stavo appunto facendo la patente.

la 124 di Giulio Buzzi di Castellanza (VACosì, in un Sabato pomeriggio di Novembre 1986, andai con mio fratello ad un isolato da casa mia, al palazzo dove abitava quel signore, ormai ricoverato in ospedale da un pò ( morì nel Febbraio 1987, e pensa che ancora oggi lo vado a trovare al Cimitero, nonostante non lo abbia mai conosciuto di persona).
Al palazzo ci attende il genero, e con lui scendiamo ai garage, apre e...sorpresa,non è una terza serie, ma una prima serie come la nostra Familiare, ma di un bel Blu scuro...la spingiamo fuori, è da qualche anno che è ferma, tutta impolverata e con la gomma posteriore destra semisgonfia... Il tipo chiama suo cognato, che abita pure lui lì, che fa il ponte con i cavi con la sua 128, e dopo 1,2,3,4 tentativi, il motore parte! ...e che fumo! Ma solo per il lungo periodo di sosta...così andiamo a fare un giretto di prova, guida mio fratello, perchè io, pur avendo il foglio rosa, sono ancora troppo inesperto...Così constatiamo che motore, frizione, cambio van bene, invece i freni non funzionano quasi più, ormai le guarnizioni son corrose dall' inattività...
Facciamo una rapida sosta da un benzinaio, per gonfiare le gomme, e lì io chiedo al tipo quanto vorrebbe per la 124, e lui: " Mah, non so..." allora mio fratello gli dice: " Beh, digli una cifra, dai" e lui, quasi come se avesse paura di chiedere troppo: " Mah...300.000 Lire?" ed io sì, sì, affare fatto!

la 124 di Giulio Buzzi di Castellanza (VA perchè a parte i freni e qualcos' altro di meccanica, la carrozzeria è perfetta e poi i Km son 50.400, che per una vettura di 18 anni, calcolando pure 2-3 anni di inattività, sono neanche 3.000 km all' anno!
Allora mando avanti le pratiche per il trapasso, e nel frattempo a fine Dicembre dò l' esame di pratica della patente...
Ai primi di Gennaio 1987 la vado a ritirare con l' altro mio fratello Renzo e dopo una rapida pulita dell' interno e del bagagliaio, la portiamo il pome stesso dal meccanico per una prima bella revisione, ed il conto totale finale sarà di 700.000 Lire, più del doppio di quanto speso per acquistarla! ...ma ora la 124 inizierà una nuova vita...ed è ancora qui con me...e son già 20 anni, come passa il tempo!

la 124 di Giulio Buzzi di Castellanza (VACome puoi vedere dalle foto, nel tempo le ho trovato 5+1 cerchi Cromodora recuperati da una 125 S e le ho aggiunto il mobiletto della III° serie [ so che
non è il massimo, ma così ho il posto per l' orologio ( di una Fulvia ) ,il mangianastri Alpine, il comando dei fendinebbia e del disappannatore del lunotto: una specie di piccolo phon a 12V, acquistato alla Metro alla fine degli '80...funziona benissimo! ].
Non so se il precedente proprietario l' aveva mai riverniciata, non credo comunque. Negli anni io l' ho solo lucidata; purtroppo nel Luglio 2001 ho subito un incidente: uno con una Opel Corsa ( che è andata semi- distrutta ! ) è uscito dallo stop senza vedermi (!) e l'ho urtato violentemente con lo spigolo ant. Dx...ho dovuto sostituire il paraurti anteriore, il fanale, la freccia ed il parafango Dx...dalla botta la ruota è arretrata di 5 cm! Non ti dico la disperazione quel Sabato matt, quando ti conviene demolirla..." COSA?? Il Lunedì matt rapido giro di Fax, e trovo tutto da Epocamania ( è su Ruoteclassiche ) e nel giro di 2 giorni ho tutti i pezzi nuovi a casa...Per fortuna!

la 124 di Giulio Buzzi di Castellanza (VA E così rinasce, più bella di prima...ed è ancora qui con me, e spero lo sarà sempre, perchè se nel tempo ho acquistato altre auto d' epoca ( Fiat 600 D del '69, A112 Elite del '79, e poi la più nuova, Alfa 75 Twin Spark del '90: presa usata nel '95...ha già 17 anni! Ho pure in società con un amico una Jaguar XJ6 del '74) lei è quella a cui sono più affezionato, perchè è stata la mia prima auto, quella che fin da piccolo ho ammirato e desiderato...Ora i Km sono103.000, la uso un pò meno perchè a rotazione uso anche le altre ( MAI lasciare le auto ferme più di due settimane! ), ma è sempre in esercizio regolare, per esempio Sabato scorso sono andato a Monza per un impegno, e l' ho usata senza problemi nè timori, e Domenica abbiam festeggiato il 50° compleanno di mio fratello e mia sorella ( son gemelli) in un agriturismo a 20 Km da qui, e l' ho usata per portare i miei, così ne ho approfittato per farmi fare le foto da inviarti!

la 124 di Giulio Buzzi di Castellanza (VACome puoi vedere ha i tappetii fatti su misura, di una bella moquette vellutata azzurra, e sui sedili anteriori ci sono i coprisedili estivi ( con il caldo lo skai anni '60 fa schiattare! ), che in autunno tolgo...
Nel tempo le ho installato l' alternatore al posto della dinamo, e le ho lucidato ( personalmente! ) i condotti di aspirazione. Il carburatore è originale, ma è un Dell'Orto...strano perchè tutte montavano o il Weber o il Solex.
E' una prima serie, ma ha già il cruscotto superiore nero ed il ponte posteriore aggiornato al modello Special ( c'è un foglio aggiunto dalla Fiat nel libretto Uso e Manutenzione ).

la 124 di Giulio Buzzi di Castellanza (VAE' inutile che ti dica che funziona benissimo e non mi ha mai dico mai lasciato per strada, e guarda che ci son pure andato in vacanza diversi anni, nonostante avessi già l' Alfa 75!
E' a posto con Revisioni e Bollini Blu, e capita pure che l' adoperi anche al Sabato sera...Spero proprio che una volta finito di sistemare la tua bellissima del '67, non succeda che per paura di rovinarla, tu non la usi mai! Come tanti su Ruoteclassiche che tengono le auto stile " museo " e fanno una vita a cambiar marmitte e batterie per l' inattività... Ma non credo tu sia così, dal tuo racconto traspare l' entusiasmo di poterla usare il più possibile ed il più presto possibile!!

Comunque ancora complimenti, è stata una vera gioia scoprire una persona così innamorata della 124 Berlina, e poi il sito è una vera figata...Come dici tu, siamo un pò malati, ma non siamo pericolosi!!
Ma chi spende tempo e denaro ( ahi... ) per mantenere in efficienza vetture umili come appunto la Fiat 124 ( e tante altre affini, vergognosamente snobbate da quelli che si reputano i VERI COLLEZIONISTI...Ma facitece 'o piacere!) merita un riguardo ed una ammirazione particolari.

Chissà se un giorno ci inconteremo? Per ora un saluto caloroso dal Centoventiquattrista Giulio, un in bocca al lupo per il termine del restauro della " Verdona ", ed un colpo di claxon ( trombe elettromagnetiche! ) dalla 124 VA*251684!


E' con grande rammarico che comunichiamo a tutti gli Amici del sito la prematura scomparsa del nostro Caro Amico Giulio Antonio Buzzi di Castellanza (VA). E' una grande perdita innanzitutto per la Persona: tra l'altro, il buon Giulio sappiamo fosse impegnato nel sociale e ad aiutare coloro che hanno bisogno.
E poi come valido Amico e collaboratore del nostro sito. Egli oltretutto era un grande estimatore di auto storiche e ne aveva altre, oltre la 124. Ma la nostra beniamina era LA sua preferita. Ho scoperto il triste evento trovando la sua auto tra i recenti acquisti del nostro Amico Massimo Rossini di Torino. Giulio Antonio ci mancherà moltissimo ed esprimiamo alla sua Gent.ma Famiglia le nostre più sentite condoglianze.

 

Stefano Recchia di Roma clickare sulla miniatura per ingrandire l'immagine

Ciao Paolo e ciao Cinzia.
Sono capitato per caso su questo bellissimo sito, mentre, come spesso mi capita, facevo ricerche di materiale sulla 124, e mi sono molto commosso ed emozionato, perché la mia storia è molto simile a quella di Paolo (anche se a tutt’ora manca il lieto fine), legata dalla stessa passione. In verità le 124 della mia vita sono state due, ed entrambe purtroppo non esistono più da molti anni.

La 124 di Stefano Recchia di RomaLa causa dell’arrivo in famiglia della prima 124 fui… io, infatti alla mia venuta al mondo (1966, anche io come voi sono un ragazzo degli anni ’60), per aumentate esigenze di spazio, mio padre acquistò una delle prime 124 prodotte, verde scuro 386, cruscotto grigio come tutti i primissimi esemplari (ma dai primi anni ‘80 fu sostituito da uno nero che io stesso trovai da un demolitore che quello originale era cotto). A lei sono legati momenti bellissimi della mia infanzia, potrei raccontarne moltissimi, ma con lei ho anche imparato a guidare, è stata con noi fino alla seconda metà degli anni ’80, poi, ridotta in condizioni molto disastrate, mio padre la fece demolire, dopo essere stata mesi in stato di semi-abbandono sotto casa.

Nel 1984 compii 18 anni e presi la patente, e per circa un anno usai regolarmente la vecchia 124 che mio padre ormai non usava più, ma alla quale ero molto legato. Tuttavia le precarie condizioni meccaniche e di carrozzeria esigevano lavori radicali che mio padre non aveva intenzione di compiere, e che io (andavo ancora a scuola) non potevo permettermi.
Così, nel 1985, messi da parte pochi soldi facendo qualche lavoretto nei mesi di vacanza, e facendomi aiutare a destra e a manca, cercai una 124 tutta mia, che già allora non era facile trovarne in buone condizioni. Ne trovai una di proprietà del direttore della banca sotto casa, una III serie sempre berlina 1200, del 1974, verde 374, abbastanza ben tenuta, che pagai all’epoca 1.200.000 lire.

La 124 di Stefano Recchia di RomaA questa seconda 124 è strettamente legato il periodo più bello della mia vita, alla conquistata indipendenza, alle amicizie, alle uscite con le ragazze…
A bordo di questa ho vissuto bellissime storie d’amore, ho fatto ingresso nel mondo degli adulti, ho conosciuto e vissuto i primi appuntamenti con Sabrina, che è la mia compagna.

Purtroppo, dopo qualche anno di utilizzo molto intenso, la 124 cominciò ad avere grossi problemi di ruggine passante ed un serio problema al motore. La sua sorte sembrava segnata, ma io non avevo intenzione di privarmene, così le trovai una sistemazione al riparo, in un locale della casa dei miei genitori in Abruzzo, continuando a tenerla anche fiscalmente “viva” (cioè continuando a pagare il bollo).

La 124 rimase lì diversi anni, nel corso dei quali, quando potevo (io sono nato e vivo a Roma), andavo a farle quel minimo di lavori di manutenzione che mi consentiva la situazione, in attesa di tempi migliori per riportarla in efficienza, ma questo non bastava.

La 124 di Stefano Recchia di RomaI tempi migliori purtroppo non vennero mai, e questa storia finisce nel 1996, quando una serie di situazioni e la necessità di liberare il locale senza sapere dove mettere la 124, mi costrinsero a cedere alle pressioni dei miei, e quindi la feci mandare a prendere, con la morte nel cuore, dal demolitore.

La cosa non mi andò giù, dopo alcuni mesi partii da Roma e raggiunsi il demolitore a cercarla, deciso a riprenderla anche incompleta, ma purtroppo già non esisteva più: è una cosa che tutt’ora non ho digerito.

La passione però, quella non è mai stata demolita, e leggendo il vostro sito sono rimasto sorpreso a vedere quanti condividono con me l’affetto per la 124 in Italia e nel mondo, e spero un giorno non lontano di potere, come Paolo… portare a casa la mia terza 124.

La 124 di Stefano Recchia di RomaAnche svariati miei amici (almeno tre) hanno iniziato la propria carriera di guidatori al volante di una 124, e disgraziatamente nessuna di queste è sopravvissuta, per quanto siano state apprezzate; forse per la generazione di chi è nato negli anni ‘60 come me, siamo stati talmente abituati da sempre a vedere le 124 in giro, che eravamo quasi convinti irrazionalmente che non sarebbero finite mai, invece ovviamente non è stato così, anche se c’è da dire che moltissime 124 italiane sono state esportate negli ultimi anni in Egitto, dove sono ancora utilizzate come taxi.

Effettivamente incontrarne per strada in Italia è diventato rarissimo, ma non credo che ne siano sopravvissute solo un centinaio (come del resto ha scritto una autorevole rivista del settore in un articolo commemorativo dei 40 anni della 124), forse questa cifra si riferisce solo a quelle conservate in eccellenti condizioni.

La 124 di Stefano Recchia di RomaLa quasi totalità delle 124 è effettivamente scomparsa, anche dai demolitori, non essendo mai stata considerata di interesse storico e mai meritevole di restauro, ma ogni tanto dai garage e dai fienili ne viene fuori qualcuna, magari inutilizzata da anni, certamente senza targhe, ma che sarebbe possibile ed augurabile conservare o recuperare.
Io stesso conosco svariate berline 124 in stato di più o meno totale abbandono che andrebbero recuperate, o almeno usate per ricambi: certo, un singolo di scarse possibilità economiche come me può far poco, ma se ci fosse alle spalle un registro storico italiano riconosciuto dall’ASI, come avviene per altri modelli, magari la cosa cambierebbe.

Ritengo che questo sito possa svolgere una funzione importante in proposito, sia mettendo in comunicazione gli appassionati tra loro, sia ad esempio iniziando una sorta di mappatura degli esemplari sopravvissuti, ivi compresi quelli da recuperare. Credo insomma che bisognerebbe tentare di far qualcosa per salvare il salvabile.

La 124 di Stefano Recchia di RomaLa finisco qui, anche perché non vorrei risultare noioso, ma invio alcune immagini, di cui le prime due si riferiscono alla prima 124 (foto 1 del 1982, foto 2 del 1984), le successive tre alla seconda 124 (foto 3 del 1986, foto 4 credo del 1988, foto 5 degli ultimi anni, quando la 124 era ricoverata nel garage in Abruzzo ed ogni tanto la pulivo o effettuavo piccoli lavori conservativi). Ovviamente quello che si vede in foto sono io. Infine accludo l’immagine della copertina di una pubblicazione d’epoca (1968) che conservo da tempi immemorabili.

Un saluto ed un augurio di grande fortuna al vostro sito. Ciao.

STEFANO
stefanorecchia@supereva.it

 

Bernadette, di Napoli clickare sulla miniatura per ingrandire l'immagine

La 124 di Bernadette di Napoli

La 124 di Bernadette di Napoli

La 124 di Bernadette di Napoli

La 124 di Bernadette di Napoli

La 124 di Bernadette di Napoli La 124 di Bernadette di Napoli La 124 di Bernadette di Napoli  

Posseggo una 124, registrata come macchina d’epoca, ma purtroppo non posso più “portarla a spasso” perché a Napoli, dove vivo, hanno proibito la circolazione alle auto euro zero, senza eccezioni.

La conservo come una reliquia, era del mio papà. L’ho guidata tante volte e adesso ogni tanto me la guardo con nostalgia. Pago assicurazione ed iscrizione al club tutti gli anni, nella speranza di poterla ancora guidare, prima o poi.

Bernadette

la 124 ha rubato il cuore anche al "Prodi di Sanremo", il comico:

Roberto Valentino di Como

Ecco un racconto che ho scritto sulla mia amata 124 Fiat e un'altra dolce vetturetta che conservo gelosamente in garage accanto a lei, una bella Simca 1000.

La mia amata è con me da solo un anno "si è strano ma è così" l'ho trovata su Ebay dopo una vita di ricerche, appena ci siamo guardati e stato amore a prima vista, mi e costata solo 1200 euro!!
E' bastato girare la chiave e portarla via.
Viveva una meritata pensione in un tranquillo garage di Squinzano Lecce.
Ora è la mia seconda auto, a Como, dove vivo.
Inizialmente era un po' imbarazzata nel traffico locale, non aveva mai visto le nuove auto: Punto,Brava,Xara,Clio,Golf.
Sembrava chiedermi ma dove sono finite le mie nemiche-amiche di un tempo?"

"Quali?" Dico io.
E lei col rombo un po' meno grintoso per via dell'emozione e della nostalgia, mi dice.
"Come quali? Le Simca 1000, le Prinz, le 850, le 600, dove sono?"
"Gioia mia", rispondo anche io un po' emozionato, "purtroppo i tempi sono cambiati e noi con essi.
Oggi sono queste le auto che ci trasportano, di meccanico e rimasto poco, oggi è tutto tecnologico."
La mia 124 allora mi dice: "Tecnologico? Ma io nel 1966 sono stata eletta auto dell'anno, e non avevo certo nulla di tecnologico, ero comunque l'auto dei Signori."
"Lo so, ma il progresso dice che queste sono più sicure", rispondo io.
"Sicure?" dice lei.
"Si dico, più sicure, se vai a sbattere gli Airbag ti salvano la vita".
Ora la mia 124 mi dà una risposta che mi lascia senza parole.
"Caro il mio padroncino, la sicurezza la dà l'autista, dipende tutto da lui, se non usa la strada come una pista da formula 1 non succede nulla di pericoloso, tutti sarebbero sani e salvi.
Invece sulle strade di tutto il mondo si muore ora come allora.
Quindi il tuo progresso a cosa mi serve?
Che sicurezza dà se si continua a morire?"
"Lo so", dico io un po imbarazzato, "vedi però dicono che la benzina verde sia meno inquinante, quindi almeno servono all'ambiente".
Altra risposta scioccante.
"No caro il mio padroncino, ti sbagli ancora, la benzina rossa inquina di meno, la verde è solo un affare colossale per le compagnie petrolifere e le case automobilistiche."
Allora io le dico: "Ma tu come fai a sapere queste cose ?
"Se permetti ho una radio di dotazione e i radiogiornali li ascolto", mi dice lei sicura.
"Comunque è un peccato non poter vedere le mie contemporanee, sai le chiaccherate che mi facevo con le 1100, quando ci si trovava nei parcheggi degli stadi, mentre Mazzola e Rivera si sfidavano.
Oppure le risate che mi facevo ai semafori rossi con le 500 che mi raccontavano dei loro padroncini, che cercavano intimità al suo interno, nei prati.
Altri tempi!" aggiunse con un rombo di motore e tanta nostalgia.
Allora io accarezzo dolcemente il cruscotto e poi dico, "nulla è perduto".
"In che senso?" Ribatte incuriosita la mia 124.
" Ora vedrai".
Arrivato a casa, apro il garage e accanto al posto a lei destinato chi la sta aspettando?
Proprio lei, una splendida Simca 1000, che appena la vede, fa i fari e sbatte le portiere dalla gioia. La mia 124 dall'emozione quasi si spegne, quindi mi dice:

"Grazie e il regalo piu bello che potessi ricevere, con lei accanto non sarò piu sola e grazie a lei almeno qui in garage sarà come aver fermato il tempo, e quando andremo per strada la nostra visione agli italiani servirà per ricordare loro che noi siamo gli unici testimoni di un tempo piu felice, dove, forse, non si andava a 200 km all'ora, dove d'estate si colava da caldo al nostro interno, ma senz'altro la benzina costava di meno, potevi andare a letto tranquillo e l'Italia era piu felice e sopratutto avevamo qualche anno di meno e fin quando le cose andranno cosi male e giusto che noi dolci veterane gommate, di tanto in tanto ci affacciamo fuori dai garage a ricordare che un tempo la vita era piu bella anche senza tecnologia."
Ma ad un tratto mi sveglio di colpo e mi accorgo di essermi addormentato all'interno della mia Fiat 124, guardo l'ora, sono le 4 passate, avevo sognato tutto, scendo chiudo lentamente la portiera , accarezzo dolcemente con la mano e con gli occhi i miei due gioiellini Simca 1000 e Fiat 124 e prima di abbassare la basculante, le guardo ancora e dico : "Grazie per avermi regalato anche oggi dolci momenti da ricordare vi voglio bene."
Ecco queste sono emozioni impagabili che mi danno le mie amate, ma a bassa voce, per paura che mi senta la Simca 1000 dico: la 124 è la moglie, la Simca 1000 è l'amante.
Non le cambierei per nulla al mondo.
Mi son lasciato prendere dalla penna, ma è un tributo che voglio regalare a questi magici mezzi che in tutti noi risvegliano antichi e mai sopiti ricordi che tornano alla loro vista.

Roberto Valentino

Carmelo, di Montecalvo Irpino (AV) clickare sulla miniatura per ingrandire l'immagine

IL SALVATAGGIO DELLA 124S (di Paolo)

Ha risposto all’inserzione un simpatico ragazzo quasi mio coetaneo, Carmelo di Montecalvo Irpino (AV). Dopo uno scambio di telefonate ci siamo incontrati qua ad Ancona; egli infatti, il 17 Aprile u.s. è venuto su a vedere la 124. Andiamo all’officina, una grande struttura nella zona di via Miano, dove fanno anche le revisioni e il titolare è amico di uno dei soci del Club Motori di Ancona, Rolando, una persona squisita.

La poverina, che comincia ad accusare la lunga esposizione alle intemperie è ancora ben in salute; il suo motore, identico alla 1200 tranne che per la cilindrata e il carburatore, tiene il minimo che è una meraviglia. Anche lei, dopo essere arrivata fino qua dopo tutti questi anni non vuole morire! Carmelo ne è contento. Esprimendo una certa soddisfazione “passa l’auto al setaccio”: la esaminiamo a fondo e ci accorgiamo che ha molto in comune con la protagonista del nostro sito. Poi, alle 12 in punto ci rechiamo al cospetto della proprietaria, un’insegnante, figlia dell’anziano proprietario scomparso. La sorte di questa 124S è molto simile alla nostra! questi signori sono persone di un certo livello, Carmelo con poche parole raggiunge l’accordo, paga il pattuito subito, correttamente gli lascia loro le chiavi dell’auto e si porta via solo i suoi documenti: giù al suo paese un’ agenzia di pratiche auto e dovrà fare l’identica trafila che la brava Elisa ha fatto per noi. Alle 13 circa andiamo a mangiare qualcosa in pizzeria e, aspettando il treno delle 14.44 per Foggia, abbiamo modo di parlare e di conoscerci meglio. Questo ragazzo del Sud, dal cuore grande, è una persona molto educata, di buon senso, che ama la famiglia. “Volevo solo questa macchina che è identica, anche come colore, a quella di papà.” Mi spiega e poi mi dice che all’epoca, come facemmo io e mio fratello Marco, anche lui chiese a gran voce al padre di comprare quella 124, mentre il padre era orientato per la sua diretta rivale dell’epoca, la Giulia 1300TI. Tutto pari-pari a noi. Si è instaurata una bella amicizia tra di noi, abbiamo molte cose in comune (anche la passione delle moto!). Sono contento perché ho trovato un altro amico e sono riuscito a salvare quella 124, con grande gioia anche di Rolando del Club Motori e degli ex-proprietari, che hanno un affetto per quell’auto identico a quello che ha Cinzia per la nostra. Con Carmelo ci congediamo con l’accordo che tra una decina di giorni verrà a prendersela.

Il giorno 2 Maggio Carmelo ritorna con un bel camietto, accompagnato da un suo collega, Liberato, un altro bravissimo ragazzo. Andiamo subito in officina dove, come al solito non ci calcola nessuno. Mi presento comunque chiedendo di vedere la 124. Il titolare non c’e, al suo posto c’e il figlio che ci dice con nostro sgomento che l’auto non è stata toccata affatto. Addirittura è dubbioso che sia in grado di partire. “L’ho messa in moto io la settimana scorsa, parte sicuramente” gli rispondo io, poi con Carmelo e Liberato vado dalla 124S per un primo sopralluogo. Gli accordi presi con suo padre, tramite pure Rolando, erano di tutt’altro genere e prevedevano almeno una primitiva revisione dell’auto.

Chiedo al figlio del titolare - con garbo come mia abitudine - se stante questi accordi può comunque dare un’occhiata all’auto sia pure sommaria per permettere a Carmelo di portarsela via ed egli ha acconsentito. Ma subito dopo, nell’accennagli la necessità di alzare la 124 col ponte sollevatore per metterla sul camion egli si spazientisce e diventa maleducato.

Mi dice in maniera sgarbata che è un problema mio, lui ha da fare: senza perdere la calma ribatto che i ragazzi erano impossibilitati a portarsi dietro anche le rampe di acciaio per far salire l’auto e che sarà questione solo di pochi minuti. Non voglio mettere in imbarazzo i miei amici, loro capiscono e dico loro che me la sbrigo io, dopo tutto sono io l’intermediario; andiamo a prendere cinque litri di benzina ad un distributore lì vicino. Almeno il benzinaio è simpatico e gentile e ci fa gli auguri per la 124.

Tornati all’officina mettiamo la benzina nel serbatoio dell’auto. Nel frattempo il nostro interlocutore ha incaricato due garzoni di controllare il livello liquido dei freni, solo per trovare poi la vaschetta del liquido relativo rotta. Liberato reinstalla la batteria, Carmelo mette in moto. La 124S parte immediatamente. Portiamo l’auto sul piazzale esterno e aspettiamo che ci diano l’O.K. per metterla sul ponte, cosa che avviene pochi minuti dopo.

Carmelo porta l’auto a retromarcia sul ponte sollevatore mentre Liberato si avvicina col camion. In pochi minuti riescono ad allineare l’alzata del ponte al livello del cassone del camion, poi, quando le sponde di sicurezza del ponte spianano, Carmelo mette l’auto sul camion.

In poco più di cinque minuti abbiamo finito e, silenzioso ed efficientissimo, Liberato si è già messo a “legare” per bene la 124 sul camion. In breve la 124 è saldamente assicurata al cassone: “sai, poi giù in paese ci sono parecchie curve…” mi dice Carmelo.

Terminato il lavoro, lo stesso avvicina il meccanico e gli porge il compenso per non aver fatto nulla, senza battere ciglio. Peccato rovinarsi l’immagine per così poco, ma l’impressione che ci hanno lasciato in quell’officina è di pressappochismo ed inefficienza. Costoro non hanno fatto veramente nulla per salvare questa povera veterana: l’hanno tenuta all’inizio sotto una tettoia, per poi “buttarla” in mezzo al campo appena si sono stufati.

Lasciamo il camion sul piazzale e andiamo dai proprietari dell’auto. Ci accoglie il marito della signora, alla quale Carmelo ha portato una latta di olio della sua terra. Questi, quasi commosso, lo ringrazia calorosamente, Carmelo esibisce i suoi bravi documenti (CDP, ecc.) freschi di stampa, avviene la consegna del secondo mazzo di chiavi e la cosa è fatta.

Una volta di nuovo in officina, consegno al mio amico le modanature che avevo preso erroneamente per la mia coi relativi chiodi di plastica mentre in una busta ho messo la fotocopia della prova su strada di Quattroruote del 1968 della 124S più uno specchietto retrovisore esterno più adatto e un faro di retromarcia di scorta, roba presa a Falerone. Carmelo ha portato tra l’altro – per la seconda volta – anche a me l’olio della terra sua: “per il disturbo” mi dice; e io, confuso ribatto scherzando “ Carmè, tu ‘ste cose non l’adda fà, ca sennò io ti agg’ accide vivo!!” come dicono dalle parti sue! scherziamo un po’ poi riaccompagno i miei amici all’imbocco dell’autostrada e ci congediamo con la promessa di risentirci presto e di rimanere in contatto, anche per sapere come vanno le cose per la nostra beniamina strappata, sia pure in extremis, alla pressa del demolitore. E con grande soddisfazione vedo allontanarsi il camion dei miei due nuovi amici e la 124, contento di averla avviata ad una nuova vita, di averle dato un’altra chance: poteva andare meglio?

1)Liberato collega i morsetti della batteria

2)Carmelo e Liberato riforniscono l’auto

3) Carmelo mette in moto per la prima volta!

4) foto di gruppo

5) Carmelo e Paolo

6) Carmelo al volante carica la 124 sul camion

7) Carmelo e Liberato assicurano l’auto al pianale del camion

8) i due amici in procinto di partire al casello dell’autostrada

Roberto Mensio, di Torino clickare sulla miniatura per ingrandire l'immagine

Salve, mi chiamo Roberto,ho 44 anni e sono un grande appassionato di tutti i modelli di 124,anche se nel cuore ho la berlina prima serie, che era di mio padre e che sempre ho conservato. Da oltre 20 anni avevo l'idea fissa di farla tornare un giorno come nuova e credo di essere sulla buona strada.

In tempi non sospetti,son riuscito a procurarmi moltissimi ricambi originali,e con le mie capacità meccaniche ho iniziato 4 anni fa il restauro della mia 124(del 1968).

Ho smontato la vettura completamente,lasciando solo la scocca (eliminando anche l'ultimo gommino).

In seguito ho portato in carrozzeria la scocca per poi ritirarla nel gennaio 2008; da allora continuo a montare tutti i componenti che nel tempo in cui la macchina è stata in carrozzeria,ho avuto il tempo di revisionare ad uno ad uno con dovizia di particolari.

- il nostro amico Roberto Mensio possiede anche questa splendida 124 SportCoupè/ serie III - Roberto al volante della sua splendida 125, altra chicca della sua collezione

 

 

Sami Väänänen dalla Finlandia clickare sulla miniatura per ingrandire l'immagine

ecco le foto della Zhigulì 1800 con la quale Sami fa le corse con successo

 

Nazzareno Gorgolini, di Renens (Svizzera) clickare sulla miniatura per ingrandire l'immagine

Buongiorno Paolo e Cinzia,

mi presento,mi chiamo Nazzareno Gorgolini, ho 61 anni, vivo e lavoro in Svizzera, a Renens vicino Losanna. Hobby:Auto d'epoca, raccolta di modellini Fiat, cataloghi di auto d'epoca Fiat.

Ringrazio per la vostra cortese e-mail a seguito della mia visita del vostro sito Fiat 124. Avendone apprezzato il contenuto e la vostra sincera passione per queste auto,vorrei dare un piccolo contributo per arricchire le storie che vedono protagonista appunto la Fiat 124.

Sono nato a Mercatello/Metauro,provincia di Pesaro, e dopo aver studiato in collegi a Fano e Fermo, seguii nell'ormai lontano 1962 i miei genitori in Svizzera dove tuttora lavoro e vivo. Quà è nata la mia passione per le auto, ed in particolare per le Fiat. La mia prima fu una Fiat 1100,seguita a una 1300,una 127,e poi......

......un giorno, era Febbraio del 1975, decisi di cambiare la macchina perchè la 127 cominciava ad essere un pò piccola con l'arrivo di un secondo figlio, e la mia scelta fu per una Fiat 124. Così decisi di recarmi dalla Concessionria per l'acquisto. Sfogliati alcuni depliants, scelsi una berlina 1200 di color verde chiaro con interno color tabacco. Era una terza serie, modello 1974. Compilato il contratto, il venditore si reca dal suo principale per la firma. Dopo qualche minuto ritorna da me dicendomi che purtroppo tutte le 124 erano state vendute, e che l'unica disponibile era quella della vetrina: una rossa! Dopo un piccolo momento di delusione, mi avvicino comunque a quella rimasta osservandola bene.Lucida, con le sue cromature spenlenti, le gomme brillanti con il nerogomme, era molto molto attraente anche color rosso, con interni in fintapelle nera...aprii la porta, mi misi al volante....l'affare finalmente fu concluso con grande soddisfazzione da parte mia.La mia Fiat 124 fu una delle ultime vendute in Svizzera.

È interessante rilevare che le Fiat 124 terza serie, in Svizzera erano vendute con particolari finiture come ad esempio protezionI di plastica posta tra ruote e parafanghi anteriori e la ceratura di tutti gli scatolati sottoscocca: una vera anteprima ripresa anche da altri construttori in seguito. Di color rosso 127, con il numero di telaio 1533956, con lei ho percorso tanti chilometri, sia per lavoro che per le belle vacanze a Pesaro ,e ne conservo, oltre ad alcune foto che allego, un appassionato ricordo.....

......Qualche annetto più tardi, un collega ed amico di lavoro, intenzionato a cambiar macchina, e conoscendo la mia passione per le auto, mi informa che all'arrivo della nuova, lui ridarà indietro una Fiat 124 berlina 1200, ma che per pochi soldi, se ne ero interessato, era ben volentieri disposto a vendermela. Era il 1986, di 124 in giro ancora se ne vedevano, non era ancora neppure d'epoca...ma la mia passione mi portò comunque ad andare a vederla.

Appena arrivati, l'amico va in garage e ne esce al volante della sua 124: rimasi immediatamente meravigliato nel vedere in che stato era, come nuova!! Infatti mi spiegò che la sua macchina non usciva se pioveva, non la utilizzava in Inverno, ed era sempre in garage la sera.Aveva percorso 82.000 Km. ed andava che era una meraviglia....Cosi arrivò in famiglia una seconda 124, questa volta però come seconda macchina, e già con qualche pensierino da collezionista. Di color azzurro chiaro, con interno in semilpelle rossa, numero di telaio 1362956, oggi è nello stesso stato del 1987. Auto ormai storica, la Fiat 124, è stata la compagna di tanti momenti della mia vita, ed è con lei che, quando mi metto al volante per una passeggiata, rivivo nella memoria del passato dolci ricordi... e le gioie di oggi. Allego alcune foto e documenti d'epoca. Cordiali saluti e Auguri per un Felice Anno Nuovo. Amichevolmente.

Nazzareno

Gianni, da Bari clickare sulla miniatura per ingrandire l'immagine

Complimenti per la bellissima storia di passione che racconti e che come tutte le passioni travolge la ragione. Voglio raccontarti anch'io una storia dall'esito però diverso.
Nel lontano 1981 appena assunto a lavorare a Milano, ritenendo inutile trascinarmi dietro dalla Sicilia la mia 850 Sport Coupè, dopo qualche mese di permanenza, per aumentare la mia autonomia di movimento, mi misi alla ricerca di un'auto da spender poco. Su "Secondamano" trovo tra gli altri l'annuncio per una 124 del 1970 a 250.000 lire. Vado a vederla e faceva veramente pena; il proprietario, un vecchietto, aveva "rimediato" alle botte e alle numerose fioriture di ruggine (la teneva fuori, nell'atmosfera di Milano che non è propriamente salubre per le carrozzerie specie quelle di un tempo) facendo delle riparazioni con la bomboletta spray, facendo in tal modo assomigliare la 124 verdone proprio come la tua più a un veicolo militare con verniciatura mimetica che a una vettura civile. Però mettendola in moto e facendo un giretto nei dintorni, mi resi conto che la meccanica oltre a essere stata poco sfruttata, era veramente a posto, inoltre aveva l'impianto GPL e il figlio del proprietario se ne voleva proprio disfare perchè voleva che il padre non guidasse più. Per invogliarmi all'acquisto mi faceva uno sconto a 200.000 lire e mi lasciava l'assicurazione ormai pagata, fino alla scadenza. Inutile dire che la presi al volo e sistemate le porte che non chiudevano bene e il coperchio del bagagliaio che non chiudeva per niente essendo stato forzato, revisionati dinamo e motorino d'avviamento (tutti lavori effettuati con le mie mani e insignificanti spese), la utilizzai per qualche mese con grande soddisfazione, girando in lungo e in largo per la Lombardia suscitando l'invidia dei miei amici per aver trovato una macchina che andava così bene con così pochi soldi.
Ma........
il destino della 124 era in agguato dietro l'angolo e si presentò puntuale una domenica di ottobre, sotto forma di pubblicità a piena pagina sulla Gazzetta dello Sport. La Citroen offriva una supervalutazione di 800.000 lire su qualsiasi usato per l'acquisto di un'auto nuova. Il giorno successivo mi recai presso una concessionaria Citroen a chiedere informazioni e confermandomi quanto asserito dalla pubblicità, il venditore che ricordo ancora con piacere (tre anni dopo acquistai da lui un'altra macchina nuova) mi fece decretare la condanna a morte della 124. Ricordo che volle vedere solo i documenti, lei, la 124 non uscì neanche a vederla. Io continuai ad usarla ancora fino a quando non scadde l'assicurazione, poi la consegnai alla concessionaria e ...... fu come consegnare il condannato a morte al boia.
Da allora mai altre mie auto son finite dal demolitore.
Ora che in me è apparso il tarlo della passione per le auto e moto d'epoca, rimpiango di aver fatto certe scelte, ma tant'è, spero di poter rimediare presto e di poter possedere anch'io una macchina che ha fatto compagnia alla mia infanzia e alla mia adolescenza.
A proposito anche mio padre possedeva una Austin A40S, è la macchina su cui ho imparato a guidare, e infine anch'io sono nato.......... il 4 di giugno.
Ciao Ciao Gianni

P.S.

ho dimenticato di dire che secondo me le 124 ancora in circolazione devono essere ben più di un centinaio, solo nel paese in cui in cui vivo ce ne sono almeno quattro o cinque, delle quali due le ho viste proprio oggi. E' vero non saranno in condizioni ottimali ma vanno ancora. Ti farei vedere poi una 124 che ho visto una dozzina di anni fa a un raduno, una Vignale del 1967 carta da zucchero con appena una trentina di migliaia di Km. da nuova, in condizioni da autosalone. In quell'occasione era guidata dal nipote del proprietario, un'anziano signore che non la guidava più da anni, che non so se vive ancora e chissà la 124 Vignale che fine avrà fatto. Comunque era davvero bellissima.
Ciao Gianni


Francesco Spagnolli, di S. Michele all'Adige (TN) clickare sulle miniatura per ingrandire l'immagine

Un sincero saluto a tutti i visitatori di questo sito e appassionati della 124!

Mi chiamo Francesco Spagnolli, ho 22 anni (quasi 23, sono nato il 22 aprile 1986), e abito a San Michele all’Adige (TN), un piccolo paesino della Piana Rotaliana, pianoro del Trentino che unisce la Valle dell’Adige con la bellissima Val di Non (rinomata per le mele, la mortandèla e molto altro, nonchè per il paesaggio magnifico) e la provincia di Bolzano.

Voglio raccontarvi, anche su consiglio di Paolo, della mia passione per le auto storiche e in particolare per la Fiat 124, anche perché come dice Paolo, non è usuale che un ragazzo della mia età sia attratto da vetture di questo genere, soprattutto se, come nel mio caso, non ha vissuto l’”era 124” in prima persona e la passione per questo tipo di veicoli non gli è stata tramandata da nessuno, ma gli è semplicemente cresciuta dentro, spontaneamente.

Fin da quando andavo all’asilo sono sempre stato attratto dalle automobili; mi ricordo che continuavo a disegnarle e le distinguevo per marca, e tante volte anche per modello. Alla scuola materna giocavo sempre con le macchinine di gomma. Quando poi, crescendo, arrivava Natale o il compleanno, i miei parenti e amici mi regalavano sempre in quantità industriale i modellini costruiti da una nota azienda del milanese, ora fallita.

Gli anni passarono (non molti, a dire il vero), e mi resi conto che le auto moderne erano sempre più povere di personalità, piene di plastica, via via fino a diventare veri beni “usa e getta”, così il mio interesse verso l’automobile subisce una svolta.

Cominciai così ad interessarmi al meraviglioso mondo delle auto storiche, bellissime, affascinanti; ogni modello ha una propria personalità, sembra quasi che abbia un’anima…ogni volta che ne vedevo una mi si “illuminavano gli occhi”, mi si “apriva il cuore”! Iniziai allora ad informarmi, a comperare tutti i mesi le riviste specializzate…

E’ in questo periodo che scoprii l’esistenza della Fiat 124. Fin da bambino, quando mi capitava di andare a Trento con i miei genitori, nella zona nord della città vedevo costantemente parcheggiata una 124 prima serie bianca, che solo recentemente ho scoperto essere di un anziano signore. Ora però purtroppo non so che fine abbia fatto quell’esemplare…

Ma il vero motivo per cui mi sono innamorato della 124 fu la presenza, fino al 2005, di un esemplare, sempre appartenente alla prima serie e sempre di colore bianco, abbandonato con targhe e documenti originali (TN*120554) nel paese dove abito, e precisamente all’uscita del casello autostradale (vedi anche Ruoteclassiche n.12/2004 a pagina 14).

Va predetto però che sono una persona molto suscettibile, e mi commuovo ogni volta che vedo delle vetture storiche abbandonate o demolite, perché ogni vettura storica persa è un pezzo di storia e testimonianza del passato che se ne va con lei...

Questa povera 124, una volta conclusa la carriera venne utilizzata per decenni come una sorta di piedistallo per sorreggere un’insegna pubblicitaria di un negozio di abbigliamento i cui proprietari dell’auto erano gli stessi del negozio a cui l’auto faceva pubblicità, tant’è vero che ho sempre visto, fin da quando andavo alle scuole elementari, questa povera auto malandata che sembrava chiedere pietà….ma a quei tempi non ci badai più di tanto.

Man mano che passarono gli anni però, la mia passione per le auto storiche crebbe in maniera esorbitante, quasi fino a diventare una “malattia” (benigna, ehehehe!), e di conseguenza crebbe anche il mio interesse per questa 124, tant’è che negli ultimi tempi, tutti i giorni, prendevo la bicicletta o l’auto dei miei genitori apposta per andare a contemplarmela e per sognare a occhi aperti, immaginandola bella lucida, a posto, funzionante, e fantasticando il rombo del suo motore -ormai inchiodato-, anche perchè non avevo mai sentito il suono del motore di una 124 prima di allora, qui in Trentino questa vettura è diventata rara come una mosca bianca. Insomma mi conquistò, poverina. Oltretutto, nonostante fosse oramai divorata dalla ruggine, mi piaceva moltissimo per la sua linea semplice, con quella carrozzeria tutta squadrata a tre volumi ben distinti, che risalta molto rispetto gli odierni “patacconi plasticosi”.

Mi innamorai di questo rottame a tal punto che negli ultimi tempi desiderai salvarla a tutti i costi, acquistarla e portarmela a casa, per un futuro ipotetico e alquanto impossibile restauro, ma i miei genitori furono contrari, non volevano che io portassi un rottame nel giardino di casa anche perché essendo ancora studente, non avrei avuto le finanze necessarie per farla risorgere. Disponevo solo di piccoli risparmi accumulati in 19 anni ma le sue condizioni erano talmente pietose che col senno di poi mi rendo conto che probabilmente non sarebbe stato possibile restaurarla, a prescindere dai costi. Dopo lunghi anni alle intemperie era marcita perfino sui montanti del tetto: c’erano buchi talmente grossi che al loro interno ci si poteva nascondere una pallina da golf!

Un pomeriggio di ottobre del 2005, di ritorno da una pedalata in bicicletta, andai ad ammirare per l’ennesima volta questa 124 ma, arrivato sul posto, scoprii che non c’era più, era stata caricata sul carro attrezzi del demolitore e portata allo sfascio. Non ci fu nulla da fare, anche il demolitore mi disse che non si poteva fare nulla per salvarla.

Mi cadde il mondo addosso: tornai a casa furibondo, tristissimo, sconsolato e quasi con le lacrime agli occhi e, con la “coda tra le gambe”, mi chiusi in camera e tenni il broncio per una settimana, mandando maledizioni ai proprietari della vettura e all’ ignaro demolitore.

Insieme a quella 124 non fu distrutta solo una vecchia auto arrugginita e abbandonata, ma anche tutti i miei sogni e le speranze che mi ero costruito.

Gettata la spugna per quel desiderio comunque irrealizzabile, mi ero però talmente affezionato a quella povera vettura che decisi di cercarne un’altra tutta per me, anche per vedere questo bellissimo modello marciante e in condizioni decorose.

Nel frattempo, grazie a qualche lavoretto, ero riuscito a mettere da parte un ulteriore - pur magro - gruzzoletto di risparmi.

Cominciai a cercare dappertutto, sulle riviste specializzate in veicoli storici ma soprattutto in internet, e trovai tra le altre, dapprima la prima serie verde di Cinzia a Pisa, che – guarda caso però – mi era appena stata “soffiata” da Paolo (che ho in seguito conosciuto e scoperto con molto piacere avere origini trentine), e poi, una sera di novembre 2005, navigando su eBay trovai un esemplare della versione II ( 124A.000/II) del dicembre 1970, quindi uno dei primi esemplari appartenenti alla seconda serie, per giunta bianca come quella abbandonata di cui mi ero invaghito e relativamente vicina a casa mia. Si trovava a Laces, in Val Venosta, in Alto Adige. Decisi allora che quella 124 faceva al caso mio e cominciai a fare offerte una dopo l’altra, finché, dopo un’agguerritissima battaglia con molti contendenti - soprattutto tedeschi e austriaci - la spuntai e vinsi l’asta. Ero talmente risoluto e deciso nella mia scelta, complici anche l’ingenuità, l’inesperienza e la consapevolezza della sua (relativa) rarità, che mi fidai ciecamente del venditore e comprai la vettura quasi a scatola chiusa, senza nemmeno andare prima a visionarla di persona. La pagai non poco, quasi il doppio del suo valore, all’epoca stimato dalla rivista specializzata “Ruoteclassiche” in 1000 euro circa.

Il 15 dicembre 2005, tre giorni prima del suo 35esimo compleanno, andai a prenderla con un carrello assieme a due miei amici, anche loro appassionati di veicoli storici, uno ex carrozziere della Fiat e conoscitore esperto del modello. Insieme alla vettura, ricevetti in sovrapprezzo anche i preziosissimi cerchi originali Fiat in lamiera (degli anni 70, quelli con 16 fori tondi) montati su gomme chiodate, che OVVIAMENTE non avrei mai utilizzato, e qualche altro ricambio. Fui molto contento dei cerchi originali anche perché erano già sabbiati e riverniciati.

Coronato il mio sogno di avere una 124 tutta mia, portatala a casa scoprii che comunque anche se sana per aver vissuto per 35 anni in zone di montagna (gli ultimi in stato di inattività), non era proprio perfetta. In precedenza le erano stati sostituiti i paraurti originali con quelli della versione Special II serie (quelli più squadrati, senza rostri e avvolti da un profilo di gomma), le erano stati montati un paio di fari supplementari sulla mascherina e aveva ricevuto i cerchi in lega Cromodora in magnesio (della 124 Sport Coupé serie III e della 125 Special); le era stata inoltre praticata una antiestetica feritoia sotto la mascherina che doveva servire da presa d’aria ausiliaria (come sulle Zhigulì) per scongiurare i surriscaldamenti nelle giornate estive durante la marcia in colonna e le furono applicate delle strisce nere adesive lungo le fiancate. Aveva un po’ di ruggine sui lamierati sottoporta, peraltro già cosparsi da un bruttissimo strato di materiale bituminoso di colore nero, così in voga negli anni ’80, un vero pugno nell’occhio e sotto ai paraurti e intorno ai fari anteriori; inoltre, non c’era un solo punto della carrozzeria che fosse esente da ritocchi fatti a pennello. Il sottoscocca in alcuni punti era sprovvisto di antirombo, e si vedeva la lamiera nuda. All’interno il sedile di guida era leggermente scucito sul lato sinistro e il contachilometri segnava “quota” 116 mila, peraltro originali, perché garantiti dai precedenti proprietari, rintracciati in seguito.

Comunque non ero deluso ma anzi orgoglioso perché ero riuscito a coronare IL MIO sogno, quello di essere il proprietario di una vettura storica e in particolare di una Fiat 124, fra l’altro dello stesso colore, interni compresi, dell’”esemplare-insegna” per il quale avevo perso la testa. Ed ero anche contento di aver evitato la sua esportazione all’estero, probabilmente a Vienna, in Austria.

Innanzitutto feci sistemare le cose principali, perché non avevo ancora i soldi necessari per poter effettuare un restauro completo, e poi volevo cominciare subito ad usarla, anche se con parsimonia; fin dall’inizio decisi che la mia 124 doveva essere utilizzata come veicolo storico, quindi non da usare tutti i giorni sciupandola; l’avrei tenuta come una reliquia in garage, utilizzata per pochi km all’anno in occasione dei raduni, e quindi qualche giretto solo col tempo bello e mai in inverno, anche perché il sale che viene sparso sulle strade di montagna nella stagione invernale è micidiale per l’integrità di questo tipo di veicoli, praticamente sprovvisti si sistemi di protezione dalla corrosione.

Intanto le feci lucidare la carrozzeria, eliminare lo strato di bitume che copriva la parte bassa della carrozzeria e feci ricucire il sedile di guida da un bravo tappezziere; poi mi iscrissi con lei al Registro Fiat Italiano, così da poter entrare a far parte di un’associazione di appassionati come me di veicoli storici della Casa torinese, per partecipare ai raduni e per poter usufruire dei benefici fiscali relativi a bollo e assicurazione a tariffa agevolata.

Poi trovai un lavoro e cominciai a risparmiare, soprattutto in vista di un futuro e completo restauro della vettura. In questi anni me la sono goduta moltissimo, l’ho usata quasi solo per partecipare ai raduni, anche fuori dal Trentino, percorrendo una media di circa 2200 km all’anno.

L’anno scorso finalmente trovai un carrozziere appassionato di auto storiche che era disposto a restaurarla e così decisi di fare il “grande passo”. Il 22 aprile, giorno del mio 22esimo compleanno, l’ho affidata allora alle sue mani , tranquillizzato dal fatto che è un appassionato e quindi esegue i lavori in modo accurato. Di conseguenza è stato fatto un gran bel lavoro, ed anche in poco tempo: il restauro è durato meno di tre mesi, giusto in tempo per portare due miei amici all’altare! la 124 è stata smontata, motore compreso, le è stato sostituito il musetto anteriore con uno nuovo trovato alla fiera di Padova ed è stata risanata dove necessario: longheroni sottoporta, vano batteria, parafango anteriore sinistro e soprattutto nel sottoscocca come gli archi passaruota, che sono stati trattati con una cera catalizzata impermeabile; ho sostituito inoltre le guarnizioni dei vetri e delle portiere. Sono state eliminate le strisce adesive lungo le fiancate, la carrozzeria è stata riverniciata completamente, anche nel vano motore, nel bagagliaio, e nell’interno delle portiere, battute comprese. Ho sostituito completamente i fari anteriori e posteriori, mantenendo solo i fanalini anteriori perché a posto, la marmitta centrale e terminale, le ho fatto rimontare i cerchi in lamiera con le coppe cromate –acquistate tempo prima in internet- e per finire ho sostituito il motore con uno dello stesso tipo alleggerito e rettificato a nuovo. Per darle un tocco di raffinatezza, in occasione del restauro le ho fatto applicare i paraspruzzi originali dedicati - marchiati “FIAT 124” - dell’epoca.

L’unico vero problema è che in due anni e mezzo, nonostante avessi frequentato diverse mostre-scambio, non sono mai riuscito a trovare i distanziali dei paraurti originali, per poter sostituire anche questi ultimi. Trovate facilmente la luce della targa originale e le lame, pagate peraltro pochissimo, non è stato così per i distanziali, cercati invano anche dal mio amico Paolo. Un po’ meno facilmente trovai anche i rostri. L’occasione dei distanziali è arrivata in occasione di un raduno del Registro Fiat a Caorso, vicino a Piacenza, a cui ho partecipato nel settembre 2008: un socio di Modena, anch’egli presente e proprietario – tra le altre - di una bellissima 124 berlina prima serie bianca del 1968 con 50mila km, era in possesso di ben due esemplari radiati che utilizza come fonti di ricambi. Egli mi ha portato i preziosissimi pezzi al raduno di Verona di ottobre.

Adesso il mio gioiellino (o tesorino, come la chiamo simpaticamente), restaurato e completamente originale, si presenta in splendida forma e aspetto impaziente con lei l’arrivo della primavera per svegliarla dal letargo invernale e ricominciare a fare delle bellissime passeggiate e partecipare ai raduni.

Ne sono entusiasta, mi piace da morire, mi ci sono affezionato tantissimo, mi ha conquistato il cuore e non me ne separerò mai per nulla al mondo; questa del resto è stata ed è la prima auto che ho acquistato nella mia vita sebbene non sia il mio “primo vero amore”, il povero relitto-insegna parcheggiato vicino il casello dell’ autostrada del Brennero, quella targata TN*120554.

La 124 di Franz (TN)

Franz fra la Zhigulì che sta tentando di recuparare a Laives e la sua 124

La 124 di Franz (TN)

orgoglioso al volante della sua beniamina durante un raduno

La 124 di Franz (TN)

una 124 bianca per una sposa

La 124 di Franz (TN)

I lavori di restauro della 124

La 124 di Franz (TN)

I lavori di restauro della 124

La 124 di Franz (TN)

la 124 Di Franz a restauro ultimato e coi paraurti finalmente originali

La 124 di Franz (TN)

restauro ultimato

La 124 di Franz (TN)

restauro ultimato

La 124 di Franz (TN)

la 124 del Franz a sinistra, assieme ad un'altra, ad un raduno.

La 124 di Franz (TN)

 

La 124 di Franz (TN)

a un concorso a Bolzano

La 124 di Franz (TN)

il primo amore di Franz, la povera 1^ serie TN*120554

Arturo Andreoli dall'Uruguay clickare sulla miniatura per ingrandire l'immagine

Arturo Andreoli recentemente ha sostenuto un corso di guida veloce con prova in pista: questa sequenza mostra la prova, di cui va giustamente orgoglioso

La 124 di Arturo Andreoli dall'UruguayLa 124 restaurata del nostro Amico Arturo Andreoli dall’ Uruguay, durante una prova di guida in pista

La 124 di Arturo Andreoli dall'UruguayLa 124 restaurata del nostro Amico Arturo Andreoli dall’ Uruguay, durante una prova di guida in pista

La 124 di Arturo Andreoli dall'UruguayLa 124 restaurata del nostro Amico Arturo Andreoli dall’ Uruguay, durante una prova di guida in pista

La 124 di Arturo Andreoli dall'UruguayLa 124 restaurata del nostro Amico Arturo Andreoli dall’ Uruguay, durante una prova di guida in pista

La 124 di Arturo Andreoli dall'UruguayLa 124 restaurata del nostro Amico Arturo Andreoli dall’ Uruguay, durante una prova di guida in pista

La 124 di Arturo Andreoli dall'UruguayLa 124 restaurata del nostro Amico Arturo Andreoli dall’ Uruguay, durante una prova di guida in pista

La 124 di Arturo Andreoli dall'UruguayLa 124 restaurata del nostro Amico Arturo Andreoli dall’ Uruguay, durante una prova di guida in pista

 

Alessandro Minnelli di Bologna clickare sulla miniatura per ingrandire l'immagine

"Ciao a tutti,
sono nata in Spagna, a Pamplona nel lontano 1979, figlia di genitori italiani. Sapevo che le mie sorelle erano italiane e, appena nata, mi hanno portata in Italia, proprio nella città di nascita di Mamma, a Torino, dove mi hanno immatricolata il 9 Settembre di quell'anno. La mia targa era TO*T85018 ed ero fiera di appartenere alla città di origine della mia famiglia. Mi ha acquistata un signore, un cacciatore :-( di cui non ricordo molto: mi montò un utile paracoppa per proteggermi da fondi stradali sconnessi e mi riempì di piume di fagiano.
Siccome era anche un campeggiatore mi fece installare anche un gancio di traino,che ancora posseggo e l'impianto a GPL. Dopo solo quattro anni si stancò di me e mi vendette. Mi portarono in Romagna, presso un concessionario d Lugo (RA) dove fui acquistata da un signore del circondario di Imola (BO) che - per legge - mi cambiò la targa con quella di Bologna, e precisamente BO*961333.

Questo signore mi ha tenuta quindici anni, ma anche quì la mia vita non è stata proprio confortevole nè venni trattata con particolare riguardo. Mi prestava poche attenzioni, la manutenzione e le cure erano scarse. Mi lasciava spesso a dormire fuori all'aperto, sia d'estate che d'inverno e, malgrado la mia robusta costituzione dopo un pò mi ritrovai con addosso le rughe del tempo, come qualche segno di ruggine. Una volta mi si ruppe la catena di distribuzione ma il mio affaticato motore, di antica progettazione e ottima famiglia, se la cavò con appena lo stelo di una valvola piegato. Fu la prima volta che temetti di morire.

Ma mi ripararono e ripresi la mia vita. Arrivata all' invidiabile traguardo dei 245mila Km il mio cuore era sfinito e non ce la feci più. Il mio motore fuse e il mio proprietario senza darsi la minima pena, mi cambiò semplicemente con un'altra auto usata, abbandonandomi nel cortile di un concessionario. Ben presto arrivò il momento tanto temuto, venne un tizio che mi tolse le targhe e mi accantonò assieme ad un gruppo di altre auto destinate allo sfascio.

Capii che era arrivata la mia fine, e d'altronde non potevo rammaricarmi più di tanto: in fondo ero stata longeva, avevo quasi venti anni - traguardo che non è facile raggiungere - e avevo fatto molto più del mio dovere, raggiungendo l'invidiabile primato di 245mila chilometri percorsi. Oramai rassegnata, un giorno vidi arrivare un signore che cercava un'auto usata per un suo amico. Con mia grande sorpresa egli si accorse di me, mi notò in mezzo a quel gruppo di tapine e si avvicinò. Aprì la mia portiera, mi ossevò un pò e poi se ne andò. Forse il mio fascino iberico lo aveva incuriosito, pensai. O forse non mi aveva mai vista ed era solo curioso.

Ma quella stessa sera ecco arrivare il venditore, quello che mi aveva tolto le targhe: mi si avvicina e scrive con un pennarello sul vetro "NO DEM". Ero oramai stanca e rassegnata, mai e poi mai avrei pensato ad una via d'uscita all' appuntamento finale col mio destino, ma la scritta sul mio parabrezza parlava chiaro: per adesso non sarei morta. E intanto facevo mille congetture sul mio prossimo futuro, non riuscendo però a darmi una risposta. Il giorno dopo venne la tanto temuta e famigerata "bisarca di Caronte", quella dell'ultimo viaggio, quella dell'appuntamento col "boia" dello sfascio; ero comunque inquieta ed impaurita perchè quando compare costui non si sa mai.... egli caricò tutte le mie compagne di sventura e, quando arrivò il mio turno, con mia grande sorpresa mi spinsero in un angolo del cortile, risparmiandomi. Ero ancora incredula e, conscia dello scampato pericolo immediato, vidi arrivare il solito venditore con in mano le mie targhe. Le appoggiò sul sedile e se ne andò.

Solo tempo dopo seppi che il mio precedente proprietario, avendomi cambiata con un'altra auto usata, non aveva diritto ai famosi incentivi e quindi per me la condanna a morte non era definitiva. Passarono un paio di mesi, io ero là dimenticata in quell' angolino. Certo ero vecchia, sfruttata, lontana anni luce dalle mode e dai gusti odierni... a chi sarei potuta interessare ancora? e poi ero figlia di emigrati, non mi trovavo nemmeno nella mia patria d'origine; l' Italia era il paese di Mamma, questo paese molto diverso da dove sono nata. Quì c'è spesso la nebbia e la pioggia, nel mio paese c'è quasi sempre il sole.... chissà forse sarei stata mandata in Grecia, ho sentito dire che lì ancora cercano me e le mie sorelle spagnole o le mie lontane cugine russe, lì accettano tutto.

Passati anche questi due mesi un pomeriggio vedo arrivare un carro attrezzi, che si ferma davanti a me. Sulle fiancate la scritta di un'officina - anzichè quella di un demolitore - fugò l'iniziale paura della morte: c'era anzi un meccanico assieme a quel signore che mi era venuto a trovare e mi aveva aperto la portiera. Immaginatevi la mia sorpresa: ero felice perchè anche stavolta ero scampata alla morte e lo sguardo di questo signore era benevolo verso di me, avevo intuito che gli piacevo. Rapidamente mi caricarono e mi portarono in un bel garage dove sono tutt'ora. Finalmente, ad un passo dalla morte, ho trovato una persona buona che mi vuole bene. Il mio nuovo padrone, Sandro, mi ama e mi ha ripulita tutta accuratamente; non solo: per la prima volta nella mia vita sono stata amorevolmente lucidata e guardate come sono tornata bella!

Certo, sono ancora convalescente, non sono ancora circolante e Sandro mi farà ancora degli aggiustamenti consistenti, ma io sono ancora viva e - proprio come Mamma - sono pronta a riprendere il mio posto, a rendere un servizio, a circolare. Egli mi vuole rimettere a nuovo completamente e pare che voglia addirittura cambiare il colore del mio vestito, da rosso giallo. Quale che sarà il mio nuovo look sono felice di tornare a vivere cari Amici del forum! e presto vi farò avere mie notizie. Hasta pronto a todos amigos!

La 124 di  Alessandro Minnelli (BO)

la 124 Seat del nostro amico Alessandro Minnelli di Bologna così com' è oggi, appena recuperata dal piazzale di un concessionario

La 124 di  Alessandro Minnelli (BO)

la 124 Seat del nostro amico Alessandro Minnelli di Bologna così com' è oggi, appena recuperata dal piazzale di un concessionario

La 124 di  Alessandro Minnelli (BO)

la 124 Seat del nostro amico Alessandro Minnelli di Bologna così com' è oggi, appena recuperata dal piazzale di un concessionario

Hola a todos los amigos Italianos, sono la prima Seat (124D) di Sandro. Come la mia sorella rossa, sono nata anch'io nello stabilimento di Martorell, vicino Pamplona e sono venuta in Italia, ma sono stata molto più fortunata di lei.
Sono stata immatricolata il 25-09-1979 A BOLOGNA, con targa BO*800924, la mia prima e unica targa. Il mio primo proprietario è stato un dipendente della Weber, quella dei carburatori e degli impianti a gas; questi dipendenti avevano una convenzione con Fiat e potevano cambiare auto ogni sei mesi.

Scaduto questo tempo, egli mi vendette con appena 1500 Km al mio attivo. Mi acquistò un signore di mezza età, col compito di impiegarmi come seconda auto/auto di scorta: egli aveva un lavoro particolare, in caso di panne della sua prima auto io avrei dovuto sostituirla. Sono così arrivata alle soglie del 1990 con soli 35mila Km. Quest'uomo, una volta andato in pensione, demolì la prima auto e continuò ad usarmi per altri sei anni, portandomi così a circa 86mila Km.

Venne poi il giorno in cui ebbe bisogno di un'auto col portellone; recatosi ad acquistarla, al momento degli accordi non mi vollero in permuta e quindi, nel 1996 avrei dovuto essere demolita. I primi icentivi di Prodi erano ancora al di là da venire.
Conoscevo il mio attuale proprietario Sandro da sempre, egli è tutt'ora amico di un nipote del mio ultimo proprietario . Sapevo anche che egli aveva avuto un'altra mia sventurata sorella, che è andata distrutta in un incidente stradale. Quando il nipote del mio ultimo proprietario seppe che sarei stata dstinata alla demolizione lo segnalò subito a Sandro e gli chiese se mi voleva. Fortunatamente per me Sandro mi prese con sè salvandomi da morte certa, ma all'epoca non aveva un posto dove tenermi. Gli venne in aiuto un suo collega e finii così nella stalla semi-abbandonata di un podere della sorella di quest'ultimo, sperduto nella campagna della provincia di Rovigo, dove non c'era una casa a vista d'occhio.

Sono rimasta alloggiata lì per quattro anni, completamente ferma, anche se Sandro aveva seguito tutte le indicazioni per un "lungo periodo di inutilizzo della vettura". Mi aveva immagazzinata con tutte le attenzioni possibili, vale a dire un velo di vasellina sulle cromature, una buona passata di cera sulla carrozzeria, qualche goccia d'olio motore nei cilindri - proprio come prescritto da mamma Seat (e Zia Fiat) - per evitare che i pistoni si bloccassero. Ad ogni buon conto mi erano state asportate le targhe e rimossi il serbatoio di carburante e la batteria.

Arriviamo così al Novembre del 2000 quando, per vari motivi, sono dovuta rientrare a Bologna. Un bel mattino Sandro e il suo amico partirono per venirmi a prendere; recavano con essi una batteria, candele nuove, un motorino d'avviamento di scorta (non si sa mai....), un compressore per gonfiarmi le gomme e, naturalmente, un pò di benzina. Essi pensavano in questo modo di mettermi in grado di raggiungere il paese più vicino dove poi, a bordo di un carro-attrezzi, sarei rientrata a Bologna. Rimontarono il serbatoio della benzina e lo rifornirono, mi gonfiarono le gomme, ricollegarono la batteria e ...VROOOOOOOOOOOM! al secondo tentativo partii! certo feci un pò di fumo azzurro all'inizio, per via dell'olio che Sandro mi aveva messo nei cilindri in precedenza; mi tennero in moto una buona mezz'oretta e quando questi due "uomini di poca fede " videro che ero in perfetta forma decisero di portarmi a Bologna sulle mie ruote.

Nel Gennaio 2001 entrai in carrozzeria dove raddrizzarono le piccole ammaccature che mi avevano inflitto in precedenza; allo scopo richiamarono un vecchio battilastra in pensione (questi giovinastri, al giorno d'oggi sono capaci solo di sostituire i pezzi....!) e, dopo una riverniciatura totale ne sono uscita a Giugno di quell'anno, come nuova. Seguì poi il passaggio in officina, con una mega revisione generale della meccanica (un ragazzetto chiese che macchina ero poichè non mi aveva mai vista!....) e a Novembre il buon Sandro mi fece omologare Asi Targa Oro. Adesso continuo a fare vita da garage perchè Sandro non ha molto tempo per svagarsi ma ai pochi raduni a cui sono andata sono sempre stata ammiratissima, più di molte mie ben più blasonate colleghe, con mia grande sorpresa. Ho circolato davvero poco e, dopo 1500 Km circa ho ricevuto un bel trattamento "antirughe" a base di Dinitrol e catramina, due "gerovital" per Signore della mia età. E' per questo che sono ancora quì in splendida forma e come nuova, grazie alle amorose cure e alle coccole che il mio padroncino mi riserva. Sono alla soglia del mio 31° compleanno con ancora tutti i miei pezzi originali (ad esclusione di quelli di consumo, marmitte e frizione).

Certo, il sole della mia amata Spagna mi manca, come manca alla mia sorellina rossa, ma quì in Italia - il paese di origine di Mamma - ci amano e ci trattano bene. Hola Amigos, un lampeggio dai miei "faros cuadratos"!

Giorgio da Torino/Genova clickare sulla miniatura per ingrandire l'immagine

Fin da giovanissimi Guido ed io abbiamo condiviso la passione per le auto che erano “vecchiotte” o addirittura “vecchie” quando noi eravamo bambini. Tra queste, ovviamente, la 124 non poteva mancare. Mio fratello, quando io non ero ancora nato, schiacciava il naso contro il finestrino posteriore (apribile a compasso ?) della 128 coupè di famiglia per guardare quelle che, guidate molte volte da anziani signori, magari con il cappello in testa, gli sembravano auto imponenti e seriose, ma anche simpatiche e dall’aspetto familiare e bonario.

Ora, in età pienamente adulta per entrambi, dopo varie vicende, ci siamo ritrovati, dopo alcuni anni, a vivere nuovamente nella stessa città (Torino, ma tutti e due siamo di Genova).

La scorsa primavera Guido mi ha finalmente dato retta e si è deciso a realizzare il nostro piccolo sogno, mettendosi in cerca di un’auto storica d acquistare.

Dapprima orientato su “pezzi” tipicamente anni ’60 come le Fiat milletre-millecinque ed in particolare sulla più moderna 1500 C, ha visitato con me un paio di queste auto, finendo poi per incontrare lei: una 124 prima serie del ’69 con 78.000 chilometri appena restaurata, che ora risiede placida nel nostro box.

Il suo primo proprietario fu un dipendente Fiat, probabilmente neppure l’ultimo arrivato visto che riuscì a farsi consegnare un esemplare attrezzato di poggiatesta anteriori (di colore blu diplomatico, forse l’auto era stata assemblata in vista di un utilizzo di rappresentanza). A fine estate ’69, naturale passaggio di proprietà. A nome del secondo intestatario, la macchina circola senz’altro fino al 2000, anno in cui supera anche il collaudo; nel 2001, invece, l’assicurazione fu regolarmente pagata, ma siamo in possesso del relativo contrassegno ancora attaccato al certificato, quindi si può supporre che, da quell’anno, la vettura sia rimasta praticamente ferma fino al suo restauro conservativo, avvenuto all’inizio del 2010. Quando la trovammo, montava ancora le gomme originali, ancora ben scolpite ma ormai assolutamente imbalsamate …Purtroppo, come a volte accade, abbiamo capito presto di aver trovato la macchina giusta dalla persona sbagliata: tralasciando di ricostruire qui vicende quasi grottesche nella loro assurdità, basti dire che mio fratello, nonostante la macchina gli sia stata venduta da un autosalone, ha dovuto praticamente farsi da solo la pratica di voltura che, a quasi quattro mesi dalla consegna dell’auto, non è ancora conclusa a causa della disastrosa inefficienza del venditore.

Ora, però, sembra che si sia in dirittura d’arrivo: del resto anche lei si merita di avere dei proprietari che la conservino come si meritano tutte le sue sorelle! Perché poi stupirsi che una normale berlina a quattro porte annoveri ancora tanti estimatori? Senza contare i ricordi personali che tante persone collegano a questa auto, la sua linea tanto banale da risultare originale (o forse sarebbe meglio dire tanto originale, per l’epoca, da risultare banale), le sue mascherine che la conferivano sempre un’aria “sorridente”, quasi affettuosa, e i suoi tanti pregi tecnici non possono non farla ricordare con tenerezza e nostalgia: in fondo è facile per tutti ricollegarla a sensazioni positive, al pensiero di cose semplici e gradevoli, ad atmosfere familiari e tranquille, quasi come se emanasse un “fascino discreto della borghesia”.

E poi la 124, nonostante i difetti dovuti ai criteri di economicità con cui fu realizzata, ha avuto considerevoli meriti.

- Ha consentito alla Fiat di modulare meglio la sua gamma, inserendo un prodotto intermedio a buon mercato tra la berlina “piccola” (1100 e poi 128) e le più pretenziose americaneggianti 1300 e 1500, poi subito soppiantate, ma in un segmento leggermente più alto, dalla sua derivata 125.

- E’ stata acquistata da una clientela molto eterogenea: famiglie, autostradisti, taxisti, enti pubblici, forze armate e di polizia, aziende (che magari le utilizzavano per scarrozzare con l’autista i loro dirigenti, i quali ne avevano una nel garage di casa).

- Ha valicato la cortina di ferro ed è stata prodotta quasi in tutto il mondo.

- Ha avuto un enorme successo anche da usata, risultando testimone di oltre vent’anni di storia della società italiana (infatti la troviamo protagonista nella nostra cinematografia fino a metà degli anni ’80), finendo per essere addirittura reintrodotta da nuova nel nostro paese nella sua versione spagnola, la famosa Pamplona.

Insomma, si può proprio dire che, per certi aspetti, la 124 non è un’auto, ma è l’Auto (non a caso il Dizionario Zanichelli della lingua italiana, alla voce automobile, pubblicava i suoi disegni)!

A presto, e grazie per tutto quello che fai per farci divertire con le nostre amate 124!!
Un caro saluto

Giorgio

La 124 di  Alessandro Minnelli (BO)

La 124 di  Alessandro Minnelli (BO)

La 124 di  Alessandro Minnelli (BO)

La 124 di  Alessandro Minnelli (BO) La 124 di  Alessandro Minnelli (BO)  

Danilo Marenco di Cuneo clickare sulla miniatura per ingrandire l'immagine

La 124 di  Alessandro Minnelli (BO)

la 125 di Danilo Marenco di Cuneo.

La 124 di  Alessandro Minnelli (BO)

la 125 di Danilo Marenco di Cuneo.

La 124 di  Alessandro Minnelli (BO)

la 125 di Danilo Marenco di Cuneo.

La 124 di  Alessandro Minnelli (BO)

la 125 di Danilo Marenco di Cuneo.

Lorenzo Lacchia, Torino clickare sulla miniatura per ingrandire l'immagine

la splendida 124 versione III del nostro amico Lorenzo Lacchia di Torino. Nella foto sono presenti Roberto Mensio, Massimo Rossini e Paolo De Sanctis

la 124 versione III di Lorenzo Lacchia di Torino

la 124 versione III di Lorenzo Lacchia di Torino

la 124 versione III di Lorenzo Lacchia di Torino

aloshaAlosha, Sicilia clickare sulla miniatura per ingrandire l'immagine

Salve sono Mimishka,
vi invio alcune foto del famoso ballerino e coreografo AloshA con la sua mitica Fiat 124 di cui ne è gelosissimo.........
Volevo fare una bella sorpresa (sono sua moglie) di veder pubblicata se è possibile una delle foto che vi invio con la sua auto.
Attualmente AloshA sta tra Roma e la Sicilia, ma la sua auto è in Sicilia.
Vi ringrazio anticipatamente
Cordiali saluti
Mimishka

la 124 di Alosha

la 124 di Alosha

la 124 di Alosha

la 124 di Alosha

la 124 di Alosha

la 124 di Alosha

la 124 di Alosha

la 124 di Alosha

 

alosha Dario Chwirot, Poloniaclickare sulla miniatura per ingrandire l'immagine

 

la 124 di Dario

la 124 di Dario

la 124 di Dario

la 124 di Dario

la 124 di Dario

la 124 di Dario