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la seconda vita della 124

Il lungo e accurato restauro si è concluso (maggio 2008), la 124 di Paolo inizia la sua seconda, dorata, coccolata esistenza.

Inizia il rodaggio!

la photogallery della nuova vita della 124

A spasso per le Marche ottobre 2008

  dopo il letargo invernale c'è tanta voglia di ripartire febbraio 2009
la 124 va a Loreto marzo 2009

la 124 va a Cingoli maggio 2009

la 124 va a Camerino maggio 2009

il giorno che i miei hanno scoperto Occhialona!


 

A spasso per le Marche ottobre 2008

Ciao Cinzia, in queste ultime due Domeniche, la scorsa e oggi, abbiamo fatto altri due viaggetti con la 124, per la grande gioia anche di Paola! Domenica scorsa siamo andati a Fabriano e oltre, precisamente in una bellissima frazione, chiamata Cancelli di Fabriano, sul valico che porta in Umbria, poco prima di Fossato di Vico. E' proprio la strada che facevamo con la Grigiona esattamente 35 anni fa per andare a Roma. Ma non abbiamo deciso di rifare i percorsi e i viaggi della Grigiona; abbiamo fatto questo di oltre 160 Km tra andata e ritorno perché quei posti in autunno sono incantevoli.
Domenica scorsa, come questa del resto, il tempo era ideale: bel sole, non una nuvola, caldo gradevole. Con Paola contenta, siamo andati a piedi giù a via Piemonte e la 124, che pare che ci aspettava è partita subito: d’altronde Piero mi dice spesso: "questa vuole solo camminare, devi camminarci il più possibile". Di comune accordo come sempre, abbiamo fatto la vecchia statale detta Clementina, quella cioè che passa attraverso tutti i paesi, come era una volta. Quindi niente superstrada. Siamo andati tranquilli, sempre sui 60-70 Km/h, "lentamente, senza strappi al motore", come diceva una vecchia canzone di Battisti, e ce la siamo goduta. Abbiamo attraversato Chiaravalle, poi Jesi, per poi proseguire per Moie, Castelbellino, Angeli di Rosora, via-via fino a Serra S. Quirico, dove cominciano a vedersi le montagne dell'Appennino e la famosa Gola della Rossa, con le sue grandi cave di pietra.
La campagna marchigiana è bellissima e molto curata, i bei campi arati, le colture ben tenute… questi bei paesini e frazioni la mattina sono ancora pigri, sonnacchiosi, con poca gente in giro. Gradisco il fatto che la stragrande maggioranza degli altri automobilisti ci rispetta, tengono la distanza, non si appiccicano inutilmente dietro, tanto non potrei correre lo stesso. Io del resto cerco sempre di non infastidire nessuno e di agevolare sempre i sorpassi.
Alla Gola della Rossa però la vecchia stradina stretta che costeggia la montagna, e che nel 1972 era per noi oggetto di preoccupazione per quanto era stretta e con dirupi, è stata chiusa e quando arrivi là ti devi immettere nella superstrada e farti diverse gallerie.
Fortuna che là ci sono spesso i "caramba", poi c'è il limite di 70, infine lo spauracchio degli autovelox; fattostà che io ho acceso tranquillamente "gli occhi" della 124 e siamo andati lisci giù fino a Genga, famosa per Grotte di Frasassi, e poi via via fino a Fabriano. Sotto le gallerie la 124 "scrocchiava" allegra e faceva strada a tutti coi suoi occhi felici. A Fabriano poi la superstrada ti fa scegliere se evitare la città e proseguire direttamente per Umbria oppure se entrare nella famosa città della carta. Noi naturalmente siamo passati dentro Fabriano, anche perché io per un periodo ci ho lavorato e conosco questi posti.
Quando esci da Fabriano ti lasci le famose cartiere Miliani a destra e vai verso le frazioni, nella fattispecie verso Cancelli. Che spettacolo la natura di questi tempi! I boschi sono verdi ma hanno tutte macchie gialle, marrone dorato e rosso. E' incantevole. Presso qualche vecchia casetta ci sono le arnie delle api e dai camini esce il fumo di legna bruciata, dall' odore buono e suggestivo. Le bestiole sono tranquille, in cielo vedi pure qualche falchetto, perché là in genere nessuno gli va a rompere le scatole.
E' stato un piacere. Paola, buona, accomodante, sempre allegra, si è goduta il viaggio, i posti, il paesaggio, la comodità a tutta prova della 124. E poi le piace vivere questa esperienza di viaggiare con un'auto degli anni '60, lei che sarebbe voluta vivere dagli anni '50 per tutte le belle cose che ci furono allora come la moda, il cinema, gli avvenimenti, i personaggi…. E io condivido in pieno con lei questo suo desiderio impossibile. La 124 poi non è affatto rumorosa, i sedili sono comodi, si sente solo la mancanza degli appoggiatesta. Per me stare al volante della 124, con Paola vicino è il massimo, si è avverata almeno una parte dei miei sogni. La 124 la conosco da una vita, per me è come averla avuta da sempre, a volte addirittura dimentico che sia d'epoca, trovo normale viaggiare con quell'auto.
Andando così piano e godendoci il panorama ci abbiamo messo poco più di un'oretta. Alle 12,30 eravamo là dove ci vedi nella foto, Cancelli è la frazione lassotto. Rientrati sulla superstrada siamo poi tornati indietro, per non tornare a casa troppo tardi: dopo le 13- 13,30 il sole comincia a calare e l'aria diventa umida, non più piacevole.
"Benissimo" faccio io “allora è l'occasione per farle sgranchire un po' il motore, sennò mi rimane tardona ". Ripartiamo sulla superstrada, stavolta by-passando Fabriano. Osservando scrupolosamente le prescrizioni, non supero i 100 all'ora ma spingo la 124 a varie velocità, da 70 a 100, variando opportunamente per far lubrificare bene anche il cambio che si lubrifica per immersione, e per non stancarla, "farle riprendere fiato" come si dice in gergo d'officina. E lei – grande! – accetta la sfida e va come un treno! si vede che era nata per correre, con un appena filo di gas si viaggia a 90 Km/h ma la tendenza è sempre quella di voler superare i 100 all'ora, che all'epoca erano una barriera. Va che è una meraviglia, senza scosse e senza incertezze, ad un certo punto riusciamo perfino a sorpassare una Ford Fiesta (che va piano). In poco più di mezz'ora siamo a casa, comodi, rilassati, soddisfatti, con la 124 che si è fatta una bella galoppata e ci ha dato una splendida prova.
Siamo contenti, appagati. Paola si affeziona sempre di più alla nostra vecchia signora e lei fa di tutto – onesta e galante come sempre – per accontentarci, come a dimostrare di essere all'altezza e meritevole di fiducia. Il suo consumo è onesto, fa i suoi 10Km/litro dichiarati, non ruba niente; certo oggigiorno con quello che costa la benzina non sarebbe possibile usarla quotidianamente per andarci a lavorare; non sarebbe certo un'auto economica, ma ai profani che occasionalmente mi toccano questo tasto rispondo tranquillamente e invariabilmente che "questa è un'auto degli anni '60, progettata nel 1965, in base ai parametri dell'epoca, quando tutte le altre erano uguali o peggio di lei”.
Oggi, a parità di condizioni atmosferiche della scorsa Domenica, abbiamo fatto un altro viaggetto, questo di un centinaio di chilometri. Siamo andati sempre all'interno, stavolta a Macerata. Il percorso è sensibilmente diverso, tutta collina, statale e curve. Oggi abbiamo provato il cambio e tutti i regimi di motore, marcia in salita compresa. Quindi sono stati sollecitati impianto di raffreddamento, cambio e freni. E, come era da prevedersi, tutto è filato liscio, la 124 va che è un orologio svizzero.


21 febbraio 2009
Ciao Cinzia, brevemente solo per dirti che oggi, dal lontano 4 Dicembre u.s. ho ripreso la 124! uscito da qui sono andato a trovare Piero & C. che era un pezzo che non vedevo. Mi hanno accolto bene, erano di buon umore e, scherzando in dialetto anconetano, mi hanno fatto morire dal ridere.
Poi, parlando della 124, gli ho detto che era ferma dal 4 Dicembre per il tempo – sempre brutto – e per il timore di quella piccola perdita dell'olio del cambio. Quasi scandalizzato Piero mi ha rimproverato che due mesi di inattività dell'auto erano troppi e che "lei ha bisogno di camminare e di sgranchirsi le ruotine". La perdita è insignificante e posso girarci come mi pare.
Vado a casa sentendomi un po' in colpa. Qualche giorno dopo, dato che c'è un bel sole e le strade sono asciutte, avendo oltretutto trovato ad aspettarmi nella buca delle lettere il tanto atteso nuovo bollo dell' RFI con tanto di nuova tesserina decido di fare un altro giretto. Prendo questi, la batteria, una chiavetta e mi precipito giù a via Piemonte. Con molta cura tolgo la copertina, sistemo il nuovo bollo, re-installo la batteria.
Dopo oltre due mesi di riposo mi aspettavo che la 124 tossicchiasse un pochetto e facesse qualche storia… niente di tutto questo: lei, fedele e Signora come sempre mi aspettava! pochi giri per riempire il carburatore, starter tirato e …VROOOOOM! parte subito! ho già l'adrenalina nelle vene, ho una gioia e una febbre incontenibili; perché tra l'altro avevo già gravi segni di astinenza e la mia beniamina mi mancava! la scaldo con cura per un paio di minuti poi, con gesti lenti, dolci e infinita grazia faccio manovra, esco dalla rampa e parto. Piero ha sempre ragione: Lei vuole solo camminare, è come se mi dicesse :"hai visto? anche se sono vecchia pensi che un po' di freddo mi impensierisce? su-su, andiamo…".
Sennonché mi avvio tranquillamente per l'interno di Falconara, il termostato fa il suo lavoro in maniera eccellente, il motore va subito in temperatura, e poi ci dirigiamo per un ben collaudato giretto in una strada dell'interno verso un grazioso paesino, quello del vecchietto dei pezzi. Arriva un bel tramonto, accendo le luci di posizione. Facciamo un bellissimo giretto, la 124 và che è una meraviglia, malgrado un freddo pungente. Me la sto godendo passando per una stradina deserta, piena di alberi e di natura quando realizzo che è un po' freddo. "Vediamo se funziona il riscaldamento" mi dico aspettandomi però più no che sì perché le levette del riscaldamento e dell’ aria suppongo siano un po’ indurite. "Uomo di poca fede" pensa la 124 che, appena sposto la levetta inferiore per aprire il rubinetto dell'acqua motore, comincia a mandare un bel calduccio dentro l'abitacolo.
In un attimo l'abitacolo si scalda e la 124 – come sempre – fa il suo dovere funzionando in tutto e per tutto: che soddisfazione! sono raggiante. Me la godo, la guido con estrema grazia, me la coccolo veramente. E lei pare essere felicissima di questa uscitina invernale imprevista e va perfettamente, sempre come a dire: "bè, di che ti meravigli? io sono qui per funzionare e per viaggiare, come ho fatto sempre…".
Quando la riporto comincia a fare buio. La rimetto nella sua casetta calda e asciutta, perfettamente isolata e la ricopro. Certo che adesso, appena ci sarà un po' di sole e tempo bello comincerò a riprenderla ogni volta che posso. E io ti dico sempre la stessa cosa, sono felice di questo esemplare della I^ serie come quello di mio padre, la amo anche perché è la prima, non come le serie successive, di molto perfezionate. Questa è ancora quella degli anni '60 e quindi ancora un po' pionieristica, ti dà più il senso dell'avventura. [N.B.: ovviamente le amo tutte!].
Che darei per farci un lungo viaggio, che so o dai miei o in Trentino, o ancora a Torino a trovare i miei amici! ma mai e poi mai sarei disposto a farle prendere dell'acqua!


La 124 va a Loreto marzo 2009


Stamane abbiamo fatto un bel giro con Paola a Loreto. Innanzitutto però devo raccontarti un episodio curioso occorsomi Mercoledì, quando decisi di fermarmi dal benzinaio a controllare la pressione delle gomme. A parte che le gomme erano perfette, non necessitavano di nulla, quando ero lì intento al controllo, mi si avvicina uno degli addetti del distributore, fissando la 124 e dicendomi: “gran bella macchina, gran bella macchina!”, e io: “grazie!... la conosci?” e lui: “sì, ce l’ha avuta mio padre per tanti anni e io l’ho guidata tante volte… la Zhigulì…”; “ah sì, quella fatta in Russia” gli rispondo stupito, perché il ragazzo mi sembra a tutti gli effetti un italiano, tutt’al più – dal colore scuro della carnagione - potrebbe essere del Sud; e allora gli chiedo: “ma tu non sei italiano? …perché questa è l’originale, la 124 Fiat ” e lui, guardando la scritta in coda:”no sono bulgaro, mio padre aveva la Zhigulì, ce ne sono tantissime in tutto il mondo… ha motorizzato il mondo!” mi risponde informato il ragazzo e io, gonfio di orgoglio e soddisfazione lo ringrazio. Faccio benzina al self e quando vado a pagare, la ragazza addetta mi dice ancora: “E’ una Lada?” e io: “no, questa è l’ originale, la 124 Fiat ”; “ah, la Fiàt, non quelle taroccate che stanno a Cuba. Questa è quella bella! “ mi risponde, spiegandomi che lei è cubana. “Accidenti, siete ben informati eh? Comunque grazie tante!” rispondo contento e riparto.
La giornata è molto bella, è cominciata bene, non c’è che dire! c’è anche un bel sole, io mi godo la 124, sono in perfetta sintonia con lei, al suo volante mi sento nel mio elemento. Questa è sempre stata la mia auto, “l’ho eletta mia auto” già nel lontano 1967, quando la conobbi a Denno e la scelsi: è sempre stato così. Addirittura sulla via del ritorno, alla fermata dell’autobus incrocio mia nipote Claudia, che saluto con un colpetto di clackson.
Infine piccola deviazione e passo a salutare Piero e soci, un saluto doveroso: sono di ottimo umore, gradiscono la visita e informo Piero che, come di consueto, tutto quello che mi aveva preannunciato si è puntualmente avverato. La 124 vuole solo camminare e, camminando, si riattiva lentamente in tutte le sue funzioni, anche minime. Piero è molto soddisfatto.
Stamane, con una entusiasta Paola, facciamo un bel giretto. La 124 ci aspetta; oramai non la copro più, dato che comincio a riprenderla e sempre più spesso. Che te lo dico a fare, parte al primo colpo, consuete manovre con estrema grazia e ci avviamo. Anche stamani c’è il sole, Paola se ne sta comoda allacciata al suo sedile, qualcuno si volta al nostro passaggio e Paola ride: “hai visto la gente come ci guarda? magari si aspettano di vedere due anziani a bordo, invece vedono noi due giovani…. bè, io ho la faccia di una dell’ Est, tu potresti essere un greco….ehehehe!” e ride divertita. Arriviamo ad Ancona, passiamo per Pietralacroce, la 124 strizza un …faro a via Tagliamento (*) e prendiamo per la panoramica del Conero, la via più bella del posto.
La 124 come ti accennavo comincia a slegarsi e vuole correre: passiamo senza difficoltà una signora anziana che, per la verità, fa un po’ impressione alla guida per l’aspetto assente che ha e proseguiamo. Poco prima di Portonovo Paola, provvidenziale, avvista un cartello mobile “attenzione, autovelox”, che segnala una postazione di vigili urbani.
Un imbranato davanti a noi nel frattempo si impaurisce e rallenta fino a 40 all’ora, rendendo impossibile camminare sia pure con un’auto anziana come la nostra “Occhialona”. Paola mi scongiura, io aspetto paziente di passare davanti ai vigili che ci puntano col telelaser, la lancetta del tachimetro segna 40 Km/h, mentre coloro che incrociamo si producono in un lampeggiare continuo di fanali; poi debbo attendere i comodi di questo distratto idiota per un altro paio di curve ma appena raggiungo il rettilineo ingrano la terza e pigio pur con attenzione l’acceleratore: la 124 risponde prontamente, scatta in avanti e in un lampo ci leviamo di torno il sorpreso guidatore della Domenica.
Proseguiamo senza una meta precisa, arriviamo a Numana, poi a Portorecanati, tutte bellissime e suggestive cittadine della costa, meta e culto dei migliori turisti. A quel punto decidiamo di andare a Loreto. Purtroppo non si può entrare fin sotto la Basilica, anche solo per una foto, allora ci fermiamo davanti la statua di Papa Giovanni XXIII°, il “Papa buono” di cui porto appositamente il mio secondo nome, Giovanni; innanzitutto un tassista ci fa un sacco di feste, nota subito il bollo del registro Fiat – che gli piace molto – e scatta diverse foto, dopo averne fatta una a noi due; ma il massimo è che stanno arrivando una coppia di ragazzi più la madre di uno dei due.
Stanno parlando fra di loro, io sono un po’ distante dalla 124 e non possono sospettare che sia mia; riesco a sentire la donna anziana che dice “questa però è una macchina antica”, e la ragazza: “…è stupenda! ” continuando la passeggiata verso la Basilica. Io sono felicissimo, sono tentato di gridargli dietro “grazie!” ma ho paura di passare da esaltato e taccio.
Questo semplice e disinteressato complimento, fatto da una ragazza giovane, l’ennesimo fatto da una donna alla 124 mi colora tutta la giornata. Già ero contentissimo del sole, della primavera, del giro con la mia amata auto assieme alla mia amata donna, anche lei a sua volta entusiasta della 124; ero contento di essere passato di qua anche per ringraziare – sia pure simbolicamente – la Vergine Loretana per il tanto bene che mi ha fatto e di cui Le sono gratissimo; l’ennesimo complimento, per di più di una donna, quindi sincero e disinteressato mi riempie di gioia.
Questa veterana è di fatto notata, apprezzata e lodata dalle donne! ricordi di quella insegnante al Passetto di Ancona a Ottobre scorso? e di quelle altre due, madre e figlia, a Sirolo a Settembre? e di quell’altra ancora a Senigallia a Maggio?? finora sono le donne che, maggiormente, notano la nostra beniamina, che l’apprezzano e si complimentano; e questo per me è una grandissima soddisfazione perché le donne, in genere, hanno il dono dell’estetica e del buon gusto. E poi sono disinteressate, in genere le auto non interessano loro, quindi se si esprimono è perché questa piace loro a prescindere, insomma rappresenta per loro qualcosa di bello. E io ne sono lusingato.
Torniamo a casa giusti per l’ora di pranzo, rimettiamo nella sua casetta la 124, non prima che Paola mi abbia detto, dentro a un discorso: “quanto è comoda! e poi è relativamente silenziosa, per gli anni che ha è molto confortevole… e quanto cammina! non avrei creduto mai che un’auto di questa età potesse camminare così e avere questo scatto!”. Paola mi ama e fa di tutto per farmi felice ma questo lo pensa seriamente, non lo dice per accontentarmi: sa che io preferisco sempre l’obiettività in tutto piuttosto che essere accontentato comunque.
(*) Cinzia, la sua famiglia e la 124 hanno abitato per un annetto circa ad Ancona, nel 1970 e stavano in via Tagliamento. Anche questa 124 è stata targata Ancona.


La 124 va a Cingoli maggio 2009

Ciao Cinzia,
come stai? noi bene, abbastanza in forma e finalmente pare sia arrivato il tempo bello. Sabato mattina scorso siamo andati in un altro bello e famoso paese delle Marche, Cingoli.
Questo paese, che è all’interno e sovrasta la Vallesina, è chiamato “il balcone delle Marche” perché di lì, nelle giornate limpide, si arriva a vedere il mare col binocolo. Naturalmente siamo andati con la 124 e con Paola, sempre più entusiasta della nostra veterana. Come ti dico sempre, la cosa che piace di più a Paola di quest’auto è il comfort, inteso sia come sedili comodi e, sia per la qualità del viaggio che offre, sempre in relazione all’età. E poi il fatto che debba sempre comunque rispetto alla nostra anziana signora mi costringe ad andare piano, altra cosa che Paola pone in primo piano. “Con la 124 mi posso godere il paesaggio e la natura” mi dice sempre.
La 124 va benone e, man mano che il motore si slega tende ad andare sempre più veloce. E poi coi suoi rapporti del cambio molto indovinati e il suo motore generoso, elastico, sempre pronto alla ripresa, ti permette un uso limitato del cambio; non ti costringe a stare sempre lì con la leva in mano e rende la guida più rilassata e divertente.
L’altro ieri pomeriggio invece sono andato a farmi il solito giretto rilassante in Ancona. Ne ho approfittato per andare a trovare Piero perché l’ultima volta l’avevo visto di cattivo umore e poi volevo chiedergli se potevo andare da lui Sabato prossimo per fare l’ultimo lavoretto alla 124, e cioè ingrassare la corda del contachilometri; infatti, durante il viaggetto a Cingoli, la lancetta del tachimetro incominciava a ballare in maniera preoccupante e non intendevo più procrastinare questo indispensabile lavoro. A dire la verità avevo tentato di farlo da solo in garage da me, come avevo fatto 25 anni fa alla 128 ma avevo scoperto poi che – mentre quest’ultima aveva il cambio avanti, in blocco col motore trasversale e quindi anche il relativo attacco di detta corda – la 124 giustamente, col suo cambio longitudinale alloggiato sotto il tunnel dell’abitacolo, ha un attacco diverso e non raggiungibile dal vano motore. Si dovrebbe sollevare la vettura.
Ma Piero mi dice che non c’è bisogno di staccare il terminale anche dal cambio, basta smontare il contachilometri. Mi dice di portare subito dentro l’auto e che lo farà fare da Andrea, il bravo elettrauto che mi fa morire dal ridere con le sue storielle in vernacolo. Ma io almeno questo lo so fare da solo e, portata l’auto dentro, comincio. E’ una cosa davvero facile, basta infilare una mano sotto il cruscotto, sganciare prima la molletta di sinistra e poi quella di destra. Si spinge un po’ in fuori il cavo del contakM e il quadro di controllo comincia a uscire.
Una volta estratto lo strumento con estrema cura, per non danneggiare l’imbottitura del cruscotto stesso, si staccano i due connettori elettrici multipolari e si svita la vite zigrinata che tiene la guaina del cavo. Appoggiato lo strumento su sedile, con un paio di pinze molto fini estraggo il cavo, che risulta praticamente a secco. “ E una miseria quanto è bella ‘sta macchina, la tieni sottovetro? no, in senso buono, è lucidissima, ma la prendi mai? ” mi fa ammirato Riccardo, uno dei ragazzi di Piero. “ E come no, sennò che ce l’ho a fare? Io me la voglio godere finché campo! “ gli rispondo contento.
In effetti la 124 è bellissima. E ancora non ho finito il maquillage di fino, all’interno. Sfilato il cavo, Piero mi dà un barattolo del famoso grasso Fiat MRM3 con cui ungo bene bene il cavo. Poi, con attenzione lo reinserisco nella sua apposita guaina e reinstallo lo strumento del contachilometri. Incrocio l’altro titolare, Enrico e gli faccio scherzosamente, mostrandogli le mani sporche:” Enrico, mi assumi?” e lui fingendosi serio: “camìna” che significa vai, pedalare, in dialetto, ridendo sotto i baffi.
Mi lavo le mani e faccio un giretto di prova: adesso il tachimetro va a meraviglia. E io sono felicissimo perché adesso la nostra “Occhialona” ha un altro tassello aggiunto al mosaico. Posso proprio dire che me la godo questa macchina. E poi adesso si può cominciare a viaggiare coi finestrini aperti, così mi godo anche il rombo del suo motore, a me tanto caro. E una cosa che mi diverte tanto – come ti ho già accennato altre volte – è di ammirare, laddove possibile, l’immagine dell’auto riflessa nelle vetrine. Naturalmente, per poterlo fare a lungo e senza pericolo la cosa và fatta solo saltuariamente, un colpo d’occhio e via, con l’altro occhio sempre sulla strada! ;-)
Appena posso comincerò ad andare ai raduni. E lì comincerà un altro capitolo ancora della nostra beniamina.


La 124 va a Camerino maggio 2009

(*) la dovevi caricare come un somaro e spremerla come un limone, magari in un giorno d’estate a 35-40°, metterla “alla frusta” senza pietà… che so cose di questo genere, come pure farle trainare una ingombrante “roulottona”, la cosa peggio del mondo, cosa questa che dimezza la vita di qualsiasi auto.


la Fiat 124 ha iniziato ad andare a spasso
Per ingrandire le foto fare click sulle miniature

1) l'attestato di iscrizione al Registro Fiat, che imita carinamente il vecchio bollo di circolazione

2) foto in stile retrò della 124 appena uscita dall'officina: gli interni sono tutti da sistemare

3) il motore in moto

4) le cromature brillano a nuovo

5) Senigallia 10 Giugno 2008, il primo giro ufficiale


6) che gioia essere finalmente al volante!

7) per l’occasione, la testimonial è la nipote di Paolo

8) bella inquadratura laterale della 124 parcheggiata sul lungomare di Senigallia

9) la 124 splendente sotto casa di un fiero Paolo!

10) la 124 splendente sotto casa di un fiero Paolo!

11) un posto incantevole,Portonovo: Riviera del Cònero

12) vista frontale alla frazione Poggio di Ancona

13) altre due viste incantevoli dalla Frazione Poggio: notare le condizioni immacolate della 124

14) altre due viste incantevoli dalla Frazione Poggio: notare le condizioni immacolate della 124

15) altra vista mozzafiato del mare di Ancona, stavolta dal quartiere Pietralacroce

16) una foto d’obbligo, al famoso monumento ai caduti, il Passetto di Ancona, un fiore all’occhiello della bella città dorica e cominciano ad arrivare i primi complimenti.

17) un’altra giornata memorabile, sempre sulla incantevole Riviera del Conero: qui la testimonial è d’onore, la moglie di Paolo

18) Paolo e Paola felici con la loro fedele 124

19) Paolo orgoglioso e contento della sua beniamina

20) Paolo orgoglioso e contento della sua beniamina

21 ) Civitanova Marche! ben 35 anni dividono questa foto da quella successiva

22) Civitanova Marche! ben 35 anni dividono questa foto da quella precedente

 

23) Posatora allora, 36 anni fa! La magia si è ripetuta ma solo l’auto e la Chiesetta sono rimaste quelle di allora!........

24) Posatora oggi. La magia si è ripetuta ma solo l’auto e la Chiesetta sono rimaste quelle di allora!........

25) Posatora oggi. La magia si è ripetuta ma solo l’auto e la Chiesetta sono rimaste quelle di allora!........

26) altra bella Domenica di sole, altro viaggetto, stavolta a Cancelli di Fabriano, al confine con l’Umbria e la 124 non si fa certo pregare quando premi l’acceleratore!

27) Loreto marzo 2009

28) Camerino maggio 2009

29) Camerino maggio 2009

30) Camerino maggio 2009

31) Cingoli maggio 2009

32) Cingoli maggio 2009

33) Cingoli maggio 2009